SKT vs Samsung: storia della fine di un’era

Il 30 ottrobre 2016 viene ricordato da molti come il giorno in cui gli SKT entrarono definitivamente nella leggenda riuscendo, per la prima volta nella storia di League of Legends, a mantenere il titolo di campioni del mondo dopo una lunga ed estenuante serie vinta contro i Samsung. Per un qualche strano scherzo del destino, i Telecom compirono un’impresa leggendaria proprio ai danni di chi raccolse l’eredità spirituale di quella squadra che, solo due anni prima, li privò della possibilità di difendere il loro primo titolo davanti ai propri tifosi, ma non sapevano che questo era solo l’inizio di un nuovo ciclo di scontri contro un demone dai vari nomi che presto gli portò via tutto, o quasi.

Inizio del ciclo

Siamo ai Worlds 2016 e gli SKT campioni del mondo in carica raggiungono nuovamente la finale. Questa volta con qualche difficoltà in più rispetto ai mondiali d’europa, ma l’ostacolo più difficile, quei maledetti Rox Tigers che tanto gli hanno dato da fare nelle LCK, sono stati battuti in quella che per molti è stata una finale anticipata. Ad affrontarli ci saranno gli eredi di quei Samsung che due anni prima, a loro volta, alzarono quella coppa e che adesso puntano a raggiungere proprio gli SKT nel numero di vittorie ai mondiali. I pronostici sono tutti dalla parte degli SKT, d’altronde nessuno si sarebbe mai sognato di vedere i Samsung in finale prima del torneo e c’è da sottolineare che questi ci sono arrivati sbarazzandosi solamente di squadre occidentali, mentre i Telecom hanno raggiunto la finale passando sul cadavere dei RNG e su quello dei campioni di Corea. Soprattutto, nonostante la perdita del proprio top laner Marin, gli SKT sembrano lo stesso cinico mostro della stagione cinque, seppure qualche piccola crepa inizia a mostrarsi sulla corazza della squadra, specialmente quando Bengi si accomoda in panchina.

La finale sembra effettivamente seguire i pronostici. Gli SKT  si portano a casa i primi due game, battendo addirittura il leggendario Viktor di Crown. Però i Samsung iniziano a reagire e, come sospinti dall’energia dei passati Samsung, si portano a casa i game tre e quattro, iniziando a mettere paura a coloro che negli ultimi due mondiali mai avevano concesso due game a degli avversari. Il quinto game viene vinto dagli SKT grazie ad un maggiore cinismo nelle decisioni durante tutto il quinto game e probabilmente una miglior gestione della pressione del momento. I Samsung escono distrutti dalla serie, probabilmente convinti di aver perso l’occasione della vita, mentre gli SKT finalmente si vendicano di quell’affronto subito due anni prima e sollevano per la terza volta la coppa, ma non sanno che questo sarà solo l’inizio di una lunga storia tra loro ed il loro demone personale chiamato in origine Samsung.

Gli SKT alzano la Summoners Cup per la terza volta

Proseguo del ciclo

Passa qualche mese ed inizia la stagione sette. Gli SKT rivoluzionano in parte il loro roster aggiungendo per la prima volta dei giocatori già fatti e cresciuti: Huni e Peanut. Fin da subito nasce qualche perplessità sulla compatibilità di questi giocatori al sistema SKT, ma ben presto questi smentiscono tutti conquistando nel giro di pochi mesi prima lo spring split delle LCK, contro il team stellare dei rivali KT Rolster, e poi gli MSI ai danni dei più bei G2 mai visti a livello internazionale. Sembra l’inizio di un altro semplice cammino verso la conquista dell’ennesimo mondiale, nessuno sembra in grado di competere con il coaching di kKoma e la macro di Faker e compagni, eppure qualche crepa inizia a scorgersi. Infatti, il summer split successivo è costernato di piccole difficoltà, specialmente nella corsia superiore e nella giungla, dove entrambi gli innesti non riescono a convincere pienamente nel nuovo meta e sempre più spesso vengono sostituiti dalle riserve Untara e Blank. Gli SKT finiscono quarti nella regular season e perdono con un netto 3-1 la finale dei playoff contro i Longzhu. Conquistano la qualificazione al mondiale grazie ai championship points acquisiti durante la stagione, ma non sono più loro i favoriti. Il pubblico inizia a dividersi tra chi dice che gli SKT siano giunti alla fine e chi invece ricorda come spesso questa squadra abbia usato il summer split come semplice allenamento alla vera battaglia: i Worlds.

I Samsung, invece, mantengono il loro roster e ben figurano in entrambi gli split, seppur in maniera altalenante, ma non riescono mai ad arrivare alla finale degli LCK (sconfitta per 3-0 nel round 2 contro i KT nello spring split e sconfitta per 3-0 nel round 3 contro gli SKT nel summer split). La loro unica chance di arrivare ai Worlds è quella di vincere il regional qualifier, dove ad attenderli ci sono quei KT che sembrano troppo forti per non qualificarsi nemmeno questa volta. La finale del regional qualifier però è un capolavoro tattico dei Samsung, che distruggono gli avversari con un sonoro 3-0 e si qualificano nuovamente per i mondiali. Questa volta non più da semplici outsider, anche grazie ad un meta molto favorevole al loro gioco.

Arrivano finalmente i mondiali. Si gioca in Cina e i favoriti per la vittoria finale sono i Longzhu, con probabili rivali gli RNG.

Proprio quest’ultimi sono tra gli avversari dei Samsung nella fase a gruppi,  che comunque riescono a qualificarsi al secondo posto ai danni di G2 e Fenerbache, riuscendo così ad uscire da un gruppo di ferro incerto fino alla fine. Invece, in un altro girone, gli SKT, nonostante il record finale di cinque vittorie e una sconfitta, fanno molta fatica a vincere un gruppo sulla carta facile per loro. Infatti, si registrano più vittorie grazie a gigantesche rimonte contro gli avversari EDG, C9 ed Ahq.

Entrambe così arrivano ai quarti di finale, ma con aspettative opposte. Il secondo posto dei Samsung li mette di fronte sicuramente ad un avversario temibile, infatti verranno accoppiati ai temibili Longzhu. Mentre il primo posto dei SKT gli permetterà di pescare un avversario sulla carta comodo come gli europei Misfits.

Le parti alla verità dei fatti si capovolgono. I Samsung si disfano con un facile 3-0 dei favoriti Longzhu, che non sono mai stati in partita. Gli SKT, invece, vincono soltanto grazie ad uno smite fight vinto nel quinto game da Blank su Maxlore, uscendo dalla sfida ampiamente ridimensionati e soprattutto rivelando che i problemi mostrati durante la fase a gironi non erano passeggeri, ma bensì strutturali. Difatti, le lacune mostrate da Peanut in ogni singola partita, il meta che di fatto rende Faker un secondo supporto al servizio di Bang, una corsia inferiore quasi sempre in difficoltà durante la fase di corsia e un Huni come da sua natura altalenante nelle prestazioni, fanno sembrare per tutta la competizione gli SKT un gigante dai piedi di argilla.

Così si arriva alle semifinali con i ruoli di fatto invertiti. Gli SKT sono dati sicuramente non favoriti contro i padroni di casa degli RNG guidati da un Uzi al massimo della forma, inoltre in un meta che vede il suo ruolo essere quello più importante per portare a casa le partite. Mentre i Samsung sono i favoriti contro dei WE che a fatica si sono imposti su dei generosi C9.

Questa volta le partite seguono le previsioni. Gli SKT vincono faticosamente  per 3-2 contro gli RNG, mentre i Samsung passano abbastanza agilmente con un 3-1 ai danni dei WE. Delusione Cina, ma soprattutto la finale è ancora una volta SKT – Samsung. Da una parte l’occasione di rendere ancora più grande la propria leggenda, dall’altra la possibilità di vendicarsi di quel team che solamente un anno fa aveva distrutto il sogno di questo gruppo di giocatori di incidere il proprio nome nell’unico posto riservato ai vincitori: la memoria dei tifosi.

Questa volta i favoriti sono i Samsung, ma ci si aspetta una serie combattuta. D’altronde è vero che gli SKT sono giunti fin quassù con un mondiale in salita, quasi a voler seguire il tema della canzone dei mondiali “Legends Never Die”, ma rimangono pur sempre la squadra che negli ultimi anni ha dominato la scena internazionale di League of Legends e solamente qualche mese prima si era imposta agli MSI. La finale, invece, ci racconterà che le leggende possono morire ed anche in maniera piuttosto violenta. I Samsung non solo vincono, ma lo fanno con un netto 3-0 che lascerà impresso nelle menti di tutti gli appassionati l’immagine di un Faker distrutto, umiliato ed in lacrime alla conclusione della finale.

Le lacrime di Faker dopo la sconfitta contro i Samsung

La fine del ciclo…forse.

Arriva la stagione 8 e con sé porta molti cambiamenti. I Samsung cambiano due volte nome: prima in KSV eSports e poi in Gen.G eSports. Tuttavia, mantengono almeno inizialmente il roster. Gli SKT, invece, non cambiano nome, ma uomini. Via Huni e Peanut, al loro posto Huntara e Thal nella corsia superiore, mentre Blank diventa di nuovo il titolare in giungla, con Blossom nel ruolo di sostituto. Inoltre anche in quella inferiore c’è un nuovo arrivo, Effort, che si alternerà con lo storico support Wolf. Le novità però arrivano fino al coaching staff, infatti il leggendario kKoma diventa l’head coach e lascia il posto di coach a Bengi. Entrambe le squadre vivranno dei spring split e summer split travagliati.

In quello primaverile entrambe terminano con un record di nove vittorie e nove sconfitte. Se da una parte quantomeno i Samsung potevano contare su un roster consolidato, dall’altra parte gli SKT iniziano ad avere problemi fin da subito e in più di un’occasione ricorrono persino all’uso di Wolf in giungla per provare a porvi rimedio. Ai playoff è ancora una volta SKT – Samsung (sotto il nome KSV eSports), ma nel molto meno glorioso round 1, o wildcard round, dei playoff che termina in favore dei SKT per 2-1. Questi comunque non faranno molta strada e verranno eliminati dai rivali dei KT Rolster nel round successivo.

Se quello primaverile è stato uno split sicuramente non luccicante, ma nemmeno troppo negativo, quello estivo sarà più pieno di ombre che di luci per entrambe. La patch 8.11 scatena un terremoto in casa SKT. Vengono usate continue formazioni sperimentali nelle quali si mette in discussione persino lo stesso Faker, che più volte viene fatto accomodare in panchina, o per meglio dire viene messa in discussione la mentalità della squadra con Faker in campo. Infatti, la squadra tende ad aggrapparsi troppo alla sua star, invece di provare a vincere la partita anche senza prestazioni mostruose da parte della suddetta stella. Nei Samsung (ora Gen.G) la situazione è meno drammatica, ma le continue non brillanti performance del team viste nello spring split portano questi a decidere di prendere un nuovo mid laner, Fly, mettendo in panchina Crown. Alla fine della regular season i Gen.G, con un record di dieci vittorie e otto sconfitte, raggiungono il quarto posto, mentre gli SKT per la prima volta nella loro storia terminano la stagione regolare con un record negativo, otto vittorie e dieci sconfitte, terminando così al settimo posto e fuori dai playoff.

I playoff non regaleranno nessuna gioia agli ex Samsung che vengono eliminati per 2-0 da dei sorprendenti Afreeca Freecs nel wildcard round e il ciclo di scontri tra le due compagini, che per due anni consecutivi si sono contese la partita più importante dell’anno, continua. Così nel primo turno del regional qualifier coreano SKT e Samsung (Gen.G) ancora una volta si sfidano, ma questa volta non c’è nessuna coppa del mondo in palio, bensì semplicemente la speranza di poter raggiungere ancora una volta il palcoscenico più importante, per giunta nell’anno in cui questo torna in Corea del Sud.

La serie parte subito con degli SKT esaltanti, vincitori in 32 minuti, tanto che si pensa che finalmente questi abbiano trovato la giusta amalgama. Gli avversari però subito rispondono con un colpo non da meno e si portano a casa il secondo game in ventinove minuti. Il terzo game è un brutale stomp dei SKT che vincono in ventidue minuti e sembrano aver messo all’angolo vi avversari, ma il quarto è vinto dai Gen.G dopo quarantasei minuti e un grosso bug in game che ha di fatto reso interminabile una partita già terminata. Si giunge così due anni dopo nuovamente al quinto game, questa volta però la sfida non è stata a colpi di fioretto tra due signore squadre, ma un incontro di boxe combattuto senza mai alzare la guardia, brutale e pregno della disperazione di chi nel giro di quasi un anno si ritrova dall’essere sul tetto del mondo all’essere probabilmente escluso dai mondiali. Gli SKT crollano nel quinto game, cadono in draft nella trappola dei Gen.G di lasciare libera Akali per Faker e i soliti errori di Blank in game condizionano del tutto la partita finale, che si conclude così in favore dei ex Samsung in soli ventisei minuti.

SKT fuori dai mondiali e Geng.G a caccia dell’ennesima impresa nei regional qualifier contro i sorprendenti Griffin. Solo domani (oggi nda) si saprà se anche la loro storia mondiale subirà una brusca interruzione oppure se il demone, che ha pian pian portato via tutto agli SKT, continuerà a scorrazzare.

 

Quale futuro per gli SKT

Si interrompe così un’era che ha visto essere gli SKT il centro delle più importanti competizioni per tre anni, ma che alla fine li ha visti anche sbriciolarsi sotto la pesantezza di giocatori inadeguati a tal nome. Ora si dovranno ufficialmente chiedere: che fare? Soprattutto di Faker, che paradossalmente sta diventando anche lui un peso, non per la qualità del suo gameplay, che rimane sempre al top nel mondo insieme ad Uzi, ma piuttosto come personaggio. Questa squadra ha assolutamente bisogno di ricostruire da capo un nuovo ciclo intorno alla sua superstar, ma è proprio questa a rendere difficile ciò. In Corea ormai i giocatori piuttosto che unirsi agli SKT, preferiscono andare nei team rivali per poter dire di aver battuto l’unkillable demon king. È da qui che nasce la crisi di quest’anno del leggendario team coreano, che ha dovuto ripiegare su scelte secondarie a seguito del rifiuto di vari giocatori di unirsi alla compagine. Per questo il quesito finale sul futuro di questa gloriosa società non può non essere altro che: adesso che anche Faker è in ginocchio, ci saranno dei nuovi talenti disposti a rialzare gli SKT? O rimarrà lo stesso il concetto di meglio battere gli SKT piuttosto che farne parte? E nel caso che questo concetto rimanga, non è che a questo punto questi, per tornare ad essere quello che sono stati negli ultimi anni, saranno costretti a sacrificare sull’altare della gloria la loro stella più lucente?

 

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Nicolò Trella

Videogiocatore da oltre 15 anni, prima su WoW, poi su LoL, che scopre con la finale dei Worlds 2014. Da quel giorno nasce il suo interesse per gli Esport, passione che lo ha portato prima a competere in due academy come giocatore e successivamente a cercare di diffonderla come giornalista.

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