Home Hearthstone Guide e Mazzi Jade Idol: quando una carta condiziona il meta

Jade Idol: quando una carta condiziona il meta

Jade Druid è uno dei mazzi che, pur non essendo stato colpito con particolare ferocia dall’ultima rotazione (ha perso infatti [Living Roots], [Azure Drake] e [Mulch], che erano sì tool importanti ma sicuramente non carte fondamentali per il funzionamento del mazzo), ha subito un grande calo di popolarità nel nuovo meta di Un’Goro.

I fattori di ciò sono molteplici, e sono da ricercare sia nel desiderio da parte di una buona fetta di giocatori di cercare nella nuova rotazione ed espansione una ventata di aria fresca, preferendo mazzi nuovi e più originali a quelli già visti in meta per mesi, sia alla nascita di nuovi mazzi aggressivi (come il Token Druid) molto sofferti dal Jade Druid, o di nuovi anti-control (riferendomi al Quest Rogue) più efficaci nel ruolo specifico svolto, sia nel metagame della ladder che in quello da torneo.

Il deck, tuttavia, è tutt’altro che obsoleto, rimanendo un mazzo dal potenziale enorme e che in particolare presenta matchup contro mazzi come Freeze Mage o contro gli aggro in generale molto più favoriti rispetto al Quest Rogue sopracitato.

Uno degli aspetti più importanti del deck, ad ogni modo, non è la sua competitività o meno all’interno del meta, ma il fatto che già solo la sua presenza, anche potenziale, sia in grado di provocarne un profondo mutamento.

Jade Druid, infatti, presenta un winrate altissimo (vicino alla vittoria matematica) contro qualsiasi mazzo control nel vero senso della parola, ossia deck che puntino a controllare la board rimuovendo le minacce avversarie per poi chiudere la partita con qualche creatura dal potere elevato: la meccanica Jade, nella carta di [Jade Idol], impedisce che questo tipo di strategie funzionino, dal momento che fornisce al Druido di fatto risorse illimitate che permettono di outvaluare anche il più greedy ed efficiente dei mazzi control. Per questa ragione, è stato necessario da parte di Blizzard un ripensamento nelle meccaniche che vogliono fornire a questo tipo di mazzi, essendo costretta a creare carte che consentissero a questo tipo di deck di avere una win condition attiva (come può essere la Quest del Warrior) che possa permettere di sconfiggere i Golem di Giada garantendosi la vittoria prima che questi ultimi sfuggano al controllo.

Proprio per questa ragione, chiunque voglia creare un mazzo control competitivo al giorno d’oggi è costretto a rinunciare alla strategia che prevede di esaurire semplicemente le risorse avversarie, e piuttosto prevedere per il proprio mazzo una specifica win-condition o nella forma di una combo (come poteva essere il vecchio Reno Combolock) o nella forma di una serie di minacce attive (come per l’appunto la nuova Quest del Guerriero).

Questo fenomeno ha portato recentemente, ad esempio, ad un peggioramento nell’efficienza di mazzi come il Value Mage di Psy Guenther (soprattutto nel metagame dell’high legend) a causa di un aumento considerevole nel numero di Jade Druid in ladder, che sono cominciati a comparire sulle spalle della prestazione di Mage che ha raggiunto il #1 Legend con una sua versione del deck particolarmente efficace contro mazzi aggressivi. Quel mazzo mage, infatti, ha un matchup molto povero contro Jade Druid, dal momento che questo riesce solitamente a generare attorno ai 35 punti armatura durante una partita (grazie a carte come [Feral Rage] e [Earthen Scales]), cosa che impedisce completamente la riuscita di una vittoria basata sul burn; mentre la win condition basata sul controllo della board generando value con [Medivh, the Guardian] non è spesso realizzabile dal momento che il Druido è capace di generare velocemente una grossa pressione e di mantenerla costantemente.

L’impatto del Druido sul meta grazie alla sua capacità di generare value infinito con [Jade Idol], tuttavia, non si limita al tenere sotto controllo mazzi control e a costringerli ad un tipo di deckbuilding specifico: essendo Hearthstone un gioco in cui il metagame è spesso di tipo triangolare, la diminuzione o comunque il numero limitato dei control permette agli aggro di avere più respiro (e quindi a tutti coloro a cui non piace un metagame in cui gli aggro abbiano gioco facile, dico: “lamentatevi coi Jade!”), cosa che tuttavia è sana per il gioco dal momento che, senza questo equilibrio, i Jade Druid avrebbero matchup molto più favoriti contro il resto del meta, cosa che consentirebbe loro di diventare potenzialmente dei T1 molto efficaci e abusati.

Questo articolo è quindi per mostrare agli amanti dell’aspetto teorico del gioco come un mazzo con meno del 2% di playrate possa condizionare un intero metagame!