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La stella del Nord. A Rekkles story

Quando si parla di League of Legends in Europa sono molti i grandi nomi che possono venire in mente: xPeke con il suo backdoor ai danni degli SK Gaming, Forgiven e la sua personalità decisamente sopra le righe, Froggen e la sua Anivia. Ma quando andiamo a parlare di team e bandiere, di giocatori veramente simbolo del movimento, uno in particolare è stato e rimane impresso: Martin Rekkles” Larsson.

L’ADC svedese è infatti il simbolo dei Fnatic, squadra che ha fatto la storia delle LCS europee e del movimento esportivo (da non dimenticare che i primi campioni del mondo sono stati proprio loro alla fine della season 1). Ma come è assurto a ciò? Dove ha cominciato?

Come affermato dallo stesso Rekkles, il suo primo contatto con LoL avvenne ‘grazie’ ad un suo infortunio fisico, che gli impedì di continuare a praticare attività fisica. Dopo poco tempo diversi team notarono le abilità del ragazzo, che cominciò molto presto a prendere parte alle competizioni di alto livello. Una delle squadre che notarono le sue qualità furono proprio i Fnatic, che lo presero come ADC titolare, qualificandosi per la prima stagione delle LCS (corrispondente alla season 3 del gioco). Qui sorse però un problema: secondo il nuovo regolamento Rekkles, all’epoca sedicenne, era troppo giovane per prendere parte al campionato. Venne quindi chiamato a sostituirlo l’ADC francese Bor Yellowstar Kim, mentre il giovane svedese competeva con quelli che sarebbero poi diventati i Copenhagen Wolves. I Fnatic riuscirono comunque a qualificarsi e a raggiungere le semifinali dei mondiali dopo aver vinto gli split sia primaverile che estivo delle LCS. E proprio in quel momento arrivò l’annuncio di un cambiamento nel roster che pochi si aspettavano, con Rekkles starting ADC e Yellowstar support a partire dal successivo split.

La mossa poteva parere azzardata, ma le ottime prestazioni della squadra e della botlane dei Fnatic (emblematica la doppia uccisione nel 2v2 contro la botlane dei Gambit Gaming nella prima partita dello split n.d.a.) dimostrarono che la scommessa aveva pagato. Dopo aver vinto lo spring split, tuttavia, il team faticò in quello estivo, venendo sconfitto in finale dagli Alliance guidati da Froggen. Una sfortunata prestazione ai successivi mondiali portò allo scioglimento del roster: xPeke fondò gli Origen assieme a Soaz, mentre Cyanide decise di ritirarsi. Con solo Yellowstar rimasto e le incertezze derivanti dalla ricostruzione, Rekkles decise di trasferirsi agli Alliance, ora noti come Elements, in una mossa che doveva garantirgli competitività e stabilità.

Le speranze vennero però disattese, con gli Elements che chiusero lo spring split in settima posizione, appena sopra la zona retrocessione e fuori dai playoff e con i Fnatic guidati da Yellowstar e dotati della forza di Huni e Reignover che si aggiudicarono la vittoria finale.

Palesemente indispettito dalla piega che avevano preso gli eventi, Rekkles colse al volo l’opportunità quando il suo vecchio team gli propose di ricoprire il ruolo di ADC al posto di Steeelback. La squadra quindi composta riuscì a compiere una vera e propria impresa, completando lo split perfetto con un record di 18 vittorie e zero sconfitte, vincendo lo split e arrivando alle semifinali del mondiale 2015.

Tutto pareva andare per il meglio, quando nel post stagione giunse la notizia che Huni, Reignover e Yellowstar si sarebbero trasferiti in Nordamerica (rispettivamente ad Immortals e Team Solomid). Questo lasciò di fatto l’organizzazione con il difficile compito di ricostituire nuovamente il team, partendo dal loro midlaner e dall’ADC, con Rekkles investito degli importanti ruoli di capitano e shotcaller. Il tentativo questa volta non portò i risultati sperati. La mancata sinergia a livello di squadra e a livello di botlane costò molto e la situazione non vide significativi miglioramenti neanche con alcuni aggiustamenti al roster (tra cui il ritorno di Yellowstar nel summer split). I Fnatic non riuscirono a raggiungere piazzamenti apprezzabili e, per la prima volta dalla season 2, non si qualificarono per il mondiale.

Nuovamente si presentò la necessità di ricostruire la squadra, con il management deciso a costruire un roster competitivo dopo il ritorno di Febiven agli H2K. Soaz, Amazing, Jesiz e Caps vennero chiamati al fianco di Rekkles, che in questo periodo era diventato sempre più aperto riguardo lo stress cui i professionisti vengono sottoposti e gli effetti che questo stress può causare.

Lo split primaverile 2017 di Rekkles e dei Fnatic può essere descritto come altalenante: con un record di 6-7 e dopo che il coach NicothePico venne allontanto e Amazing sostituito con Broxah la squadra riuscì a qualificarsi per i playoff, dove riuscì ad aggiudicarsi il terzo posto ai danni dei Misfits.

L’ultimo split è storia recente: il team è riuscito a concludere al primo posto nel proprio gruppo, ma ci sono stati dei momenti di arresto, come la prestazione al Rift Rivals e, sfortunatamente per lo svedese, negli stessi playoff, dove i Fnatic hanno nuovamente reclamato il terzo posto ai danni degli H2K di Febiven, che hanno poi dovuto battere nel Regional Qualifier per accedere ai mondiali.

Rekkles si appresta ora a ritornare sulla scena internazionale, con la speranza di riuscire a dimostrare una volta di più di essere ancora uno degli ADC più completi del panorama esportivo. Potete seguirlo a partire dal 23 di settembre, quando la fase play-in del mondiale prenderà il via a Wuhan.

 

Fonti:

 

 

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Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia.