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EU IS NOT BOOM

E alla fine ne è rimasto solo uno. I SSG hanno interrotto l’era SKT e possono ora godersi la gloria. La competizione ha dato spettacolo e ora, dopo il suo atto conclusivo, vorrei provare a stendere due righe di riflessione su quanto fatto dalle compagini che hanno rappresentato il Vecchio continente quest’anno in Cina.

Un inizio stentato

Diciamolo subito: le aspettative per i team europei all’inizio della fase a gironi non erano le più alte, complici le prestazioni non proprio dominanti dei Fnatic ai play-in e un’estrazione dei gruppi che ha riservato al Vecchio Continente più preoccupazioni che certezze, con i G2 inseriti nel “group of death”, i Misfits stretti tra TSM e WE e i FNC contro LZ, IMT e GAM.

La prima settimana si è infatti chiusa con più ombre che luci, con i FNC 0-3, i G2 1-2 e i soli MSF con il record positivo di 2-1, sorprendente per molti.

NA week 1, EU week 2

Pochi quindi speravano di vedere più di un team europeo passare ai quarti. Ma a volte i miracoli accadono, come ci hanno dimostrato i FNC, che da uno 0-4 sono riusciti a chiudere 4-4 nei gruppi dopo aver battuto allo spareggio sia IMT che GAM, scrivendo un altro pezzo di storia dell’esport.

Dopo una vittoria simile si poteva solo parlare di EUphoria, ma i G2 non riescono a raccogliere il testimone il giorno dopo, venendo tristemente eliminati e giocando probabilmente, se le voci e le impressioni che circolano in questi giorni sono da ritenere fondate, gli ultimi game con questo roster.

Tocca quindi ai MSF consolidare quanto di buono fatto fino a ora, e il team guidato dal coach Hussain dimostra di essere capace di crescere ed adattarsi al torneo in una maniera che poche squadre hanno eguagliato quest’anno. Dopo aver battuto i TSM allo spareggio, i MSF rilanciano quindi l’EUphoria.

Una missione difficile

FNC e MSF sono dunque a quarti, ma devono rispettivamente battere RNG e SKT, non esattamente avversari facili.

Gli arancio-neri non riescono nell’impresa. Pur con partite molto tirate, è il team di casa a prevalere.

I conigli invece compiono quasi l’impossibile: dopo 5 game sono gli SKT a passare, ma la loro aura di invincibilità viene smantellata da PoE e compagni, che riescono a portare al game decisivo Faker, una cosa che nessun’altra squadra è mai riuscita a fare nel contesto dei mondiali.

Tempo di riflessioni

Obiettivamente parlando, credo si possa essere ampiamente soddisfatti della prestazione dei team europei a questo mondiale: pochi si aspettavano risultati clamorosi, e quei risultati certo non era previsto li conseguissero i team che all’apparenza potevano sembrare più ‘deboli’.

I G2 hanno sfortunatamente mancato il passaggio del turno, complici prestazioni non sempre brillanti nel formato Bo1, che si sapeva essere una loro debolezza, visti i vari game 1 concessi agli avversari nelle serie precedenti a questo mondiale. Il loro futuro appare incerto, con i cambiamenti al formato delle EU LCS e i possibili trasferimenti di giocatori e staff. Mi sento di ‘rimandarli’ all’anno prossimo, anche se il loro dominio pare tutto fuorché sicuro.

I Fnatic sono uno dei team che ha giocato più partite in questo mondiale, dandoci la possibilità di osservare molto da vicino tutti i componenti della squadra. Nel complesso il loro è stato un torneo di fortissime emozioni: dal baratro della prima settimana, alla miracle run, alla serie con i RNG dove il risultato avrebbe potuto essere ampiamente diverso. Il loro roster resta comunque solido, e gli ampi spazi di miglioramento per Broxah e Caps possono far ben sperare i loro fan per la stagione a venire.

E infine i Misfits. Il team che più di tutti ha dimostrato quanto, anche in un torneo dove viene usata una sola patch, l’adattamento e la ricerca di soluzioni al meta siano la chiave per andare lontano. Hussain e i suoi giocatori sono infatti riusciti a migliorare le proprie prestazioni settimana dopo settimana, coronando con la serie contro gli SKT un anno assolutamente stellare per l’organizzazione, che è passata dall’avere un team competitivo di LoL a vedere lo stesso team, dodici mesi dopo e grazie anche ad una delle sostituzioni più azzeccate della stagione (Maxlore per KaKao in jungle), tra i migliori otto del mondo. Promossi a pieni voti.

 

Un torneo dunque più che positivo per i team europei, che possiamo solo sperare continuino nella stagione 2018 ad avvicinarsi al livello dei campioni, magari regalandoci qualche piacevole sorpresa lungo la via!


Autore: Luca “Enigmist” Sallustio