Home League of Legends Esports Presentazione delle nuove NA LCS di League of Legends

Presentazione delle nuove NA LCS di League of Legends

Il primo giugno la Riot ha annunciato che dalla stagione 2018 le NA LCS sarebbero passate ad un modello di franchising, lasciando quindi il precedente formato che prevedeva promozioni e relegazioni per i dieci team facenti parte della lega.

Riot Games ha da poco annunciato le dieci squadre che comporranno la lega: TSM, CLG, C9, Echo Fox, Team Liquid, 100 Thieves, Clutch Gaming, Golden Guardians, Flyquest e Optic Gaming.

Ma cosa vuol dire tutto ciò? Cosa comporta questo cambiamento di sicura grande portata per il panorama esportivo americano e mondiale?


Il formato

Partiamo da una delle informazioni più importanti a noi note: le Bo3 sono state abbandonate in favore delle Bo1. Questo ha un chiaro valore per la Riot, in quanto permette di non frammentare i possibili spettatori su più stream o rischiare di perdere visibilità a causa della durata delle serie, con utenti che magari si connettono alla trasmissione per solo uno dei potenziali tre game da disputare. Questo ha fatto alzare molte lamentele circa la mancanza di partite offline per permettere ai giocatori di fare esperienza, ma lo stesso Darshan ha affermato in un’intervista che le partite di allenamento giocate durante la settimana sono più che sufficienti a fornire tale esperienza.

Oltre al ritorno alle Bo1, è previsto che nelle prossime NA LCS non ci siano più squadre relegate. Questo ha fatto sollevare molti dubbi circa l’effettiva competitività del campionato e la sorte delle Challenger Series, che vengono a perdere il loro ruolo di barriera per l’accesso alla lega più importante. Negli piani dello sviluppatore, tuttavia, le CS manterranno un importante valore, in quanto saranno la casa degli academy team delle dieci società facenti parte delle LCS. La speranza è che, in questa maniera, nuovi talenti possano essere adeguatamente cresciuti e preparati per il salto nella lega maggiore, aumentando il livello della competizione.

È stato inoltre garantito che squadre e giocatori siano coinvolti nel processo decisionale e che i giocatori siano rappresentati e protetti legalmente, con ferree norme per quanto riguarda i loro ingaggi e il loro benessere come atleti e professionisti.


Nuova lega, nuovi sponsor

Il cambiamento più importante resta però l’assenza del rischio di retrocessione. Questo pone i team in una posizione molto diversa rispetto agli anni precedenti, dove il rischio di non partecipare allo split successivo era sempre presente e condizionava gli investimenti che potevano essere fatti. Bisogna infatti ricordare che gli sponsor non-endemici (ossia quelli non immediatamente collegati al mondo dell’esport e del gamig) non sono stati a lungo interessati in squadre che non potevano garantire certezza di visibilità per più della durata di uno split, causando una mancanza di fondi che rendeva difficile per le squadre stesse effettuare investimenti a lungo termine, visto il rischio.

Il franchising non comporta però solo visibilità assicurata per lunghi periodi, ma anche ricavi derivanti dal sistema del revenue sharing. La Riot ha infatti confermato che i team parteciperanno ai ricavi della lega, garantendo quindi aumenti di budget per tutte le società coinvolte. Questo vuol dire che vari team possono intraprendere progetti ambiziosi (vedi i C9 e il progetto per una struttura interamente dedicata agli esport e collegata con la comunità). O per ingaggiare nuovi talenti.


The offseason shake-up

Se infatti i rumors di questi giorni sono da considerare veri – e alcuni si stanno già dimostrando tali – molti giocatori europei potrebbero scegliere di lasciare il Vecchio Continente per nuovi lidi, accasandosi in squadre con disponibilità economiche di molto superiori a quelle delle loro controparti europee.

Questo potrebbe significare che molte squadre europee dovranno cercare di trattenere i propri talenti, pur non potendo offrire lo stesso ambiente competitivo e la stessa visibilità. La Riot infatti pare aver a lungo lasciato in secondo piano il futuro delle EU LCS, salvo poi correggere il tiro dopo le pressioni fatte sia dai team che dalla community negli ultimi mesi (da ricordare le lettere aperte scritte dagli H2K). Solo al 30 di ottobre è stato infatti confermato che anche il campionato europeo passerà al modello di franchise nel 2019, mantenendo la sua sede a Berlino, secondo un report di ESPN.

Molte restano quindi le incertezze in campo europeo, e c’è probabilmente da sperare che i nostri migliori giocatori non decidano di lasciare in massa il continente.


Arrivi, partenze e pallacanestro

Come si può notare leggendo i nomi dei dieci team accettati nella lega, non tutte le squadre della passata stagione sono riuscite a superare le selezioni operate da Riot Games.

Dignitas, EnvyUS, Phoenix 1 e Immortals sono le compagini che dovranno, tristemente per i loro fan, salutare le NA LCS. È probabile che le loro presentazioni e referenze non siano state soddisfacenti per gli sviluppatori.

Cosa ora per questi team e i loro giocatori? Per quanto riguarda i secondi, potranno essere ingaggiati da altre squadre – sia come svincolati che in seguito all’acquisto dei diritti sulle loro prestazioni – cosa decisamente interessante per i nuovi proprietari che si affacciano su questo campionato.

Parlando infatti delle società non si può non notare come tre delle quattro nuove compagini siano diretta emanazione di squadre della NBA, con altre due ad essa comunque collegate attraverso investimenti esterni. Come faranno queste società ad entrare nelle LCS?

Pagando una ‘rata d’accesso’: la Riot ha infatti fissato a 10 milioni di dollari la somma per i team che facevano parte delle LCS precedentemente, mentre i nuovi team dovranno versare ulteriori 3 milioni, che faranno parte di un fondo, il cui scopo è remunerare gli ‘esclusi’ per gli investimenti fatti per la lega, con quote proporzionali al numero di split ai quali hanno preso parte.


Hype e mercato

Resta quindi il periodo di preseason, con tutti i movimenti e i rumor che tanto entusiasmano, e in alcuni casi fanno disperare, i fan.

Non ci resta che osservare quali saranno questi movimenti, sperando di trovare due campionati estremamente competitivi ed emozionanti per lo spring split del 2018!

 

Fonti:


AUTORE: LUCA “Enigmist” SALLUSTIO