Home League of Legends Videogiochi: i più bravi dimostrano grande intelligenza

Videogiochi: i più bravi dimostrano grande intelligenza

Quante volte vi è capitato di lasciare indietro lo studio per dedicarvi ad una sanissima sessione di gioco a League of Legends? E quante altre vi è stato detto di mettere da parte quest’ultimo in favore di una maggiore attenzione per i libri? Beh sicuramente non è una buona politica mettere in primo piano un videogioco rispetto ai propri doveri (a meno che non siate dei giocatori competitivi, sia chiaro), ma avete mai pensato che forse proprio quel MOBA potrebbe indicare il vostro grado di intelligenza? Da molto tempo giochi strategici come quello degli scacchi vengono considerati sinonimi  di maggiore intelligenza, questo perché richiedono una grande abilità nel ragionamento e nella memoria.  E’ stato proprio da questo che sono partite le ricerche dell’Università di York (York University), teorizzando un collegamento tra l’intelligenza (si parla perlopiù del lato della logica) ed il proprio rank nei vari videogames, infatti sono stati oggetto di studio non solo MOBA come LoL o Dota 2, ma anche degli FPS che tuttavia non hanno dato gli stessi risultati, infatti come sicuramente immaginerete in quest’ultimo genere vengono in primo piano altri fattori, come la mira ed i riflessi.

La ricerca dei Digital Creativity Labs è stata in realtà composta di due fasi, partendo in ordine la prima riguardava esclusivamente il gioco targato Riot Games: questa parte dello studio ha preso in considerazione oltre 17.000 giocatori, le statistiche dei quali sono state verificate tramite siti appositi, come Lolking o Op.gg, con età dei soggetti tra i 13 ed i 40 anni . A queste stesse persone sono stati proposti dei test miranti alla comprovazione del QI dei soggetti attraverso quesiti principalmente di logica, ai quali i giocatori di elo più alto hanno fornito in molti casi più risposte corrette degli altri giocatori; questo collegamento è probabilmente dovuto al fatto che ogni match richiede un eccellente decision-making che deve tenere conto di tantissimi fattori, il che ricorda molto la metodologia di risoluzione di problemi logico-matematici. Inoltre ogni giocatore deve studiare sia la mentalità degli alleati che degli avversari, rendendo le possibili decisioni da effettuare ancora più ardue ed intricate, questi sono gli elementi nominati dal professor Alex Wade, uno dei maggiori esponenti della ricerca e portatore di vari altri studi riguardanti giocatori e videogiochi.

Nella seconda fase sono invece stati presi, oltre a League of Legends altri giochi in considerazione: il precedentemente nominato Dota 2, Battlefield 3 e Destiny, dei quali giocatori potete vedere rispettivamente il numero, l’età minima e l’età massima nella tabella sottostante:

Questo secondo studio parte dal risultato della prima, ossia che potrebbe esistere una correlazione tra QI ed elo, ma con l’introduzione di giochi FPS si è giunti alla conclusione che essi, mettendo la strategia ed il ragionamento in secondo piano a favore di una maggiore velocità di gioco, si sono rivelati essere meno collegati ad una maggiore intelligenza, ma in buona parte dei casi è rimasto comunque valido il discorso effettuato con i MOBA.

Questo ovviamente non vuol dire che le persone di elo più basso sono meno intelligenti, ma statisticamente le persone con maggiore abilità esprimono una buonissima intelligenza; avete mai pensato che ci fosse davvero un collegamento tra videogiochi e intelligenza? Ma soprattutto, perché non lo state già rinfacciando ai vostri genitori?