Un altro anno di Overwatch, bilanci ed aspettative

L’inizio del nuovo anno coincide spesso con la necessità di fare i bilanci dell’anno passato e stilare i buoni propositi per quello appena incominciato. Anche Overwatch non risulta esente da ciò, soprattutto perché il 2017 è stato un anno molto proficuo per la Blizzard, sotto molti punti di vista. Già solo perché la razzia di premi come gioco esport dell’anno, Overwatch può dire di aver chiuso il proprio anno in positivo, nonostante gli alti e i bassi, lanciandosi verso il futuro con delle premesse molto solide. Andiamo dunque a fare un breve riassunto, passo passo, di com’è stato il 2017 e di come sarà il 2018.

 

LORE

Sono stati aggiunti nuovi pezzi al puzzle di Talon e della guerra Omnic. Tra cortometraggi, web comics e l’evento dedicato alle origini, Uprising, sono stati chiariti alcuni punti e lasciati in ombra altri. Di certo le emozioni non sono mancate (il corto su Reinhardt rilasciato al Blizzcon, per dire, ha commosso il mondo), ma rimangono in sospeso ancora molte questioni: il ricatto e il tradimento di Katya Volskaya, la chiamata alle armi di Winston che trova riscontro al momento in Tracer e Reinhardt, i progetti segreti di Talon legati al ritorno del leader Doomfist sono solo alcuni spezzoni di storia che si trascineranno nel 2018.

EROI

Qui ce n’è da dire, eccome. È stato un anno all’insegna del reworking, in cui molti eroi si sono visti al centro di una rivoluzione totale. Nello specifico, D.va a cui è stata nerfata la Matrice a favore di danni da razzo e soprattutto Mercy, che per qualche mese dopo il rework è ha raggiunto il record: 100% pickrate, praticamente non c’era match in cui non fosse presente una Mercy tanto che il nerf che ha subito con una delle ultime patch è stato piuttosto pesante. È stato anche l’anno dei tank, che ha visto un bel buff agli scudi di Reinhardt, Winston e Orisa, aumentandone la performance in game, e di Talon: l’attesissimo Doomfist (il grande flop?) e Moira hanno esaltato e diviso i giocatori. Sui personaggi del 2018 invece si sono aperte forti discussioni, soprattutto su Reddit: sono già stati svelati i nuovi eroi? Come papabili sono già stati ipotizzati la regina di Junkertown, di cui è partita la corsa al cosplay subito dopo il rilascio della mappa di Junkertown; la figlia di Torbjorn apparsa nel corto di Reinhardt; Athena, onnipresente in ogni mappa; il robot hacker Lynx Seventeen apparso nel comic dedicato a Zarya; ultimo ma non ultimo Ares, omnic appartenente a Overwatch presente nelle schede degli agenti in possesso di Winston e visibile per una frazione di secondo nel suo corto.

COMMUNITY & ESPORT

Le due più grandi battaglie di Overwatch, in questo senso, riguardano due ambiti specifici: la tossicità e l’affermazione di un circuito esport professionale e mondiale. Sono anche i punti in cui la Blizzard ha ricevuto più batoste, ma ha anche realizzato i successi più grandi rispetto agli altri titoli concorrenti. La battaglia contro la tossicità in gioco è stato un vessillo portato alto da Jeff Kaplan, ormai volto ufficiale di Overwatch, che però ha portato a forti contrasti e alla polemica sugli OTP (one trick pony, i giocatori che usano un solo personaggio) e sul meta di ogni partita.
Dal lato esport, invece, il 2017 ci ha regalato la Overwatch Arena che ha ospitato i mondiali e che, probabilmente, ospiterà le finali della Overwatch League. Grandi giocatori, grandi aspettative e novità che hanno portato a una maggiore fruibilità del gioco competitivo da parte dello spettatore. Inoltre Blizzard, con la scusa del lancio della Overwatch League, sta sperimentando un modo tutto nuovo di fare esport marketing. Staremo a vedere.

LE DICHIARAZIONI UFFICIALI

Per quello che ci aspetta nel 2018 Jeff Kaplan è stato sibillino, come è suo solito. Ha rilasciato un’intervista al portale PCGamesN, che potete leggere cliccando qui, in cui affronta quelle che probabilmente saranno le tematiche “calde” del prossimo anno: La nuova mappa BlizzardWorld e i suoi easter eggs,  gli eventi stagionali, la polemica sui lootbooxes e le misure di interazione con la community. Kaplan, nonostante l’inevitabile mistero che da sempre è la chiave di un buon marketing, rimane coerente con le sue posizioni degli scorsi mesi, nonostante una buona dose di ironia: tranquillo sul tema lootboxes e sulla lotta alla tossicità, è invece molto entusiasta per le nuove modalità create nel corso dell’anno (RubaBandiera e Caccia allo Yeti) e ne promette di nuove. L’intervista è molto seria, a differenza della diretta di dieci ore fatta su Twitch a Natale, che ha creato non poca ilarità e una valanga di meme.

Ci aspettiamo grandi cose da quest’anno e noi di Outplayed saremo qui a raccontarvele!


 

About author

Leggi anche...

Il ritorno degli Origen?

Finalmente i nostri cari Origen tornano a far parlare di loro. Come alcuni di voi sapranno la loro caduta è iniziata nel 2016, più precisamente ...