Home League of Legends Imaqtpie e Scarra a scuola di Champion Development

Imaqtpie e Scarra a scuola di Champion Development

Riot Reav3 rivela com’è il processo di sviluppo di un campione e qualche chicca sugli imminenti rework.

Cosa manca al gioco? Ci sono spazi di opportunità? Queste sono le domande alla base dell’inizio della creazione di un nuovo campione….o almeno questo è quello che ha detto il rioter Ryan “Reav3” Mireles intervistato, durante una puntata del loro talk show Beyond The Rift, dai due noti streamer ed ex pro player; Imaqtpie e Scarra. L’intervista, della durata di un’ora e un quarto, ha toccato vari punti riguardanti lo sviluppo dei nuovi campioni e dei rework.

Nuovi campioni

“Abbiamo decine di campioni…rallentiamo” sembrano essersi detti all’interno del team di sviluppo di Riot Games. Sarà così? Vedremo meno nuovi campioni sulla landa? Sni, infatti Riot Games ha annunciato che quest’anno i nuovi campioni dovrebbero essere 4, ma Reav3 ha già dichiarato che stanno testando il prossimo nuovo campione. Questo appena quindici minuti dopo aver detto “rallentiamo”. Tutto ciò ricorda i “nerf” subiti nell’ultima patch da Tristana. Ne deduco che il mio “sogno” di vederne di meno, ma annunciati più in pompa magna probabilmente andrà distrutto. Almeno nel breve periodo. Sigh.

Tornando a noi, il rallentamento in cosa dovrebbe consistere? A detta di Ryan Mireles ciò sarà collegato alla necessità di far uscire un nuovo campione solo se questo porti qualcosa di veramente inedito nella landa. O per meglio dire, solo se la sua introduzione porti nella landa un nuovo modo di giocare a LoL. Ne sono un esempio le ultime due arrivate Zoe e Kai’sa.

Zoe è la prima a poter “rubare” le summoner spell ai nemici. Inoltre, è il primo high skill cap champion mid (parole di Reav3, non mie!) ad avere un aspetto gioioso. Contrariamente a suoi predecessori, come Zed o Yasuo, molto meno “family friendly”.

La seconda, Kai’sa, invece è il primo sci fi shooter ad arrivare nella landa, con uno stile di gioco molto vicino a quello di un assassino (per saperne di più). Una cosa inedita per il ruolo degli ADC spesso abituati a dover dare il loro contributo dalla retrovie.

Ma come si arriva alla creazione di un nuovo campione? Il buon Reav3 spiega che ci sono varie fasi nella produzione. Innanzitutto, come detto all’inizio dell’articolo, tutto nasce dalla domanda “abbiamo spazi di opportunità?”. Se sì, allora si procede ad una classica fase di brainstorm e successivamente alla vera e propria produzione tramite il cosiddetto D.N.A. Team (Designer, Narrative Writer e Concept Artist). Il tutto si può riassumere con un ciclo di tre fasi denominate: discovery, pre-production e full-production. La durata di questo ciclo ovviamente varia da campione a campione, e dall’ispirazione del team di sviluppo, ma se volete farvi un’idea considerate che le realizzazioni di Jhin e Ornn hanno impiegato circa nove mesi di sviluppo….e sono stati tra i più rapidi degli ultimi anni.

I rework di Irelia, Akali e Aatrox

Sebbene non abbia potuto rivelare grandi cose, il Rioter ha voluto dare un’idea di cosa aspettarsi dai rework di questi tre campioni.

Irelia

Si tratterà di un rework completo (stessa cosa per gli altri due). L’idea di base è di rendere il campione meno binario e più divertente da giocare, inoltre c’è la volontà di voler dare più giustizia all’affascinante concept che c’è dietro il suo personaggio . Per quanto riguarda il gameplay, gli verrà dato più potere di teamfight tramite un’ultimate più d’impatto in certi scenari rispetto quella attuale, che verrà declassata ad abilità normale del kit. Inoltre la Q avrà più possibilità di reset, sempre con lo scopo di semplificare la vita di questo bruiser in teamfight e creare più facilmente azioni spettacolari. (nda il rework è stato ufficialmente annunciato da Riot con un video)

Akali

A detta di Reav3 sono due i problemi di questo campione : un kit frustrante per gli avversari e un aspetto grafico che non la rende riconoscibile. L’obiettivo quindi sarà quello di rendere Akali più unica e carismatica a livello visivo e ribilanciare, tramite la sostituzione di alcune abilità, certi aspetti del kit che l’hanno resa un campione decisamente poco divertente da giocarci contro, specialmente in Top Lane. Si sa già per certo che la meccanica della W verrà mantenuta, ma non si sa se sarà uguale a com’è adesso o verrà evoluta. La brutta notizia? Si occuperà del rework chi ha creato Yasuo, Kalista e Zoe. Diciamo non proprio qualcuno che sia noto per creare campioni poco frustranti.

Aatrox

Cosa accomuna Dark Souls e League of Legends? Attualmente niente, ma in futuro Aatrox potrebbe. Come? Reav3 ha rivelato che per il rework di questo campione si sono molto ispirati al concept di boss di DS, ovvero un campione lento nel colpire, ma che se ci riesce è piuttosto letale. Proprio per seguire quest’idea Aatrox diventerà un juggernaut. La descrizione precisa è stata “una Riven versione juggernaut” e che può tornare in vita come già fa l’attuale Aatrox, ma con una meccanica un po’ diversa. Piuttosto spaventoso questo concept!

Piccola curiosità. Pare che durante uno dei test del rework gli avessero dato la possibilità di: lanciare in aria l’avversario, raggiungerlo, poter eseguire QWE e scendendere. Non prima però di aver lanciato l’avversario in lontananza o averlo sbattuto a terra stordendolo. Insomma, il passo da Dark Souls a Dragonball sembra piuttosto breve. Ovviamente hanno deciso che non era il caso.

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I rework e l’indice Ampiezza x Profondità

Alla base della decisione di reworkare un campione ci sono alcune domande: Il kit di questo campione è datato/noioso, o non sano per il gioco? Il campione è troppo simile a un altro? Che Play Rate ha? E’ troppo binario?

Le domande qui sopra, sono la base dell’inizio di un eventuale cammino verso un nuova vita di un campione che sta vivendo un brutto periodo, ma non bastano a decidere se un campione sia da reworkare o no.

Un altro parametro preso in considerazione è l’indice Ampiezza x Profondità. Per cosa stanno questo due valori? Il primo sta ad esprimere da quante persone viene giocato il campione durante un periodo di tempo. Mentre il secondo valore, profondità, sta a rappresentare l’ammontare di partite in cui viene giocato un campione da ogni singola persona in un determinato arco di tempo. Questo indice diventa importante per capire se un campione stia effettivamente occupando un ruolo nell’ecosistema del gioco oppure no. Quindi se abbia bisogno di un buff/nerf, o in casi estremi di un rework.

Annie ad esempio non suscita la voglia di diventarne otp (secondo questo indice), ma è uno dei campioni con il parametro d’ampiezza più alto ed è vista come un’ottima ancora di salvezza per chi viene autofillato mid, e per Riot va bene così.

Invece, Yasuo e Kled la fanno da padrone tra gli OTP (per quanto riguarda Yasuo è il campione con il più alto valore in entrambi i parametri) e sembrano avere quell’ “Ispirational Fantasy” che manca ad altri campioni come Nunu e Mordekaiser (mi dispiace KenRhen), tra gli ultimi in entrambi i parametri.

Perché proprio Nunu e Mordekaiser? Il primo, stando sempre ai dati in mano a Riot, è uno dei campioni con più richieste di rework, nonostante i recenti buff. Ciò deriva sia da un aspetto ormai datato sia da un kit che non suscita interesse verso il campione. Mentre per Mordekaiser, in molte patch, fanno proprio fatica a trovare un campione significativo di persone che lo giochino. Proprio per questo Reav3 ha annunciato che ci sarà un rework grafico di Mordekaiser per renderlo più accattivante e sfruttare al meglio un concept ritenuto interessante, ma realizzato male a livello visivo. In effetti, aggiungerei io, quei piedi così squadrati nel 2018 sono un po’ bruttini da vedere.