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Intervista a Faker: il peso che il miglior giocatore al mondo deve portare

Si parla spesso delle problematiche che può portare l’essere un atleta, sia di sport tradizionali che di eSports, i grandi salari e la fama nascondono in realtà un altro volto, quello che spesso segna di più ogni giocatore: la pressione che deriva dal dovere morale di fare il possibile per riuscire a rispettare le aspettative dei propri fan; questo significa dover dare il meglio soprattutto per non lasciare il proprio pubblico nella delusione o nello scontento più che farlo per sé stessi, l’obiettivo fondamentale diventa il non tradire la fiducia che è stata riposta nel giocatore piuttosto che per la realizzazione personale.

Nel panorama di League of Legends queste definizioni non possono che appartenere soprattutto al player considerato il migliore in assoluto dalla maggior parte della community: Lee Sang-hyeok, in arte Faker.

Dopo le finali degli ultimi Mondiali, dove Faker e gli SKT T1 si sono classificati secondi nonostante fossero i favoriti , è iniziata una strada in ripida salita per il noto giocatore koreano: il suo pubblico si è spezzato e, nonostante gran parte sia ancora dalla sua parte, le sue performance ne hanno risentito sensibilmente ed è proprio di questo che parleremo oggi: l’altro lato di Faker, grazie all’intervista che ha rilasciato a InvenGlobal (nello specifico si ringraziano Woo “Ready” Hyun e Changsik “Alle” Son) riusciremo a capire meglio cosa si prova ad essere un giocatore di tale calibro e qualche informazione su come vive la sua vita che, attenzione spoiler, in realtà è una vita normalissima.

La stagione primaverile del 2018 non è stata esattamente la migliore per Faker, non è riuscito ad ottenere i suoi soliti traguardi e neanche a qualificarsi per gli MSI. Dato che sono abituato a vederlo giocare nello stadio durante questo periodo dell’anno la sua assenza mi ha dato una strana sensazione, probabilmente la stessa che ha provato lui quando ci siamo incontrati per l’intervista nonostante lo abbia negato.

Faker:

Non sono riuscito a qualificarmi agli MSI di quest’anno, […] ho passato un sacco di tempo, da solo, a pensare al miglior modo per tornare al successo; non mi fa sentire strano essere in questa situazione, ma in realtà non mi fa neanche sentire molto bene il fatto che nella top ci sia un altro team. Penso si possa dire che ha colpito il mio orgoglio come giocatore. Le cose sono peggiorate dopo il primo turno degli LCK Primaverili, nonostante questo ho imparato molto da questo split e invece che pensare esclusivamente ai miei problemi in-game ho cominciato ad occuparmi anche del mio lato psicologico, attualmente sto lavorando su questo per provare a mantenere un buono stato mentale.


Molti fan si sono preoccupati per le performance di Faker durante la stagione primaverile, invece di vedere il giocatore di prima classe dello scorso anno, ne hanno visto uno che spesso è ricaduto in errori facilmente evitabili e che è morto spesso durante dei recall; per questo Faker ha ricevuto molte critiche.

Faker:

Ho riflettuto molto sulla questione dei miei recall falliti durante lo split, tuttavia non sono arrivato alla conclusione che fossero in aree pericolose della mappa, piuttosto ho cercato di vederla sotto altri punti di vista: forse non stavo prestando abbastanza attenzione alla partita? Se questo è il problema avrei dovuto farlo, sto lavorando su questo per migliorarmi.

Inoltre credo che il problema della squadra non sia stato il cambiamento del roster, bensì il fatto che nessuno ha giocato al meglio, un altro problema è stato la mancanza di un laner in grado di carryare. Alla fine ognuno dei piccoli problemi del team si è unito formando un enorme problema.


Fino ad ora Faker ha visto le varie critiche come una fonte di motivazione, ma questa volta è stato diverso: sembrava dispiaciuto.

Faker:

Ultimamente ho smesso di sfogliare i post della community di LoL dato che non la trovo più di aiuto e data la mia attuale mentalità potrei anche arrivare a credere a tutto quello che gli utenti dicono. Per molti il fatto che un giocatore abbia vinto un sacco di partite significa che abbia anche molta motivazione, ma per me vincere ogni singolo game è importante ed è per questo che sono sempre motivato.

All’inizio di questa stagione non abbiamo fatto del nostro meglio ed i nostri risultati non sono stati affatto eccezionali, credo sia per questo che i nostri fan non sono soddisfatti, però credo che i cambiamenti apportati agli allenamenti e le esperienze fatte ci hanno aiutato in più modi.

Ho fatto del mio meglio per non farmi influenzare dai commenti negativi, per un giocatore è importante rimanere positivi e credere in se stessi; nel 2014 abbiamo avuto un momento peggiore e userò quella stagione come esempio da non seguire per migliorare in questa.


Questa conversazione con Faker me lo ha fatto vedere come un po’ fuori dall’ordinario, poi mi sono ricordato delle lacrime durante i Mondiali 2017.

Faker:

Beh… Non ho pianto lo scorso anno? (Ride)

Ho messo il blocco note davanti allo schermo senza pensarci, non è stato per coprire la scritta “Sconfitta” o cose del genere, in quel momento ad aiutarmi è stato il supporto che i miei fan mi hanno dato, ma le emozioni sono spontanee e non riesco ad esprimere cosa ho sentito in quel preciso istante.

Molti mi vedranno come una persona ordinaria, sono abbastanza sicuro che sia così anche per gli altri giocatori professionisti. Ho fatto il possibile per mantenere le mie abitudini e per rispettare i miei orari, anche se a volte dormo troppo o arrivo in riardo a lavoro. (Ride)


Concept del futuro di Faker proveniente dal suo account Twitter

 

Nell’ultimo periodo il salario di Faker è stato diffuso mediante i media ed è stato anche argomento di discussione in un talk show coreano, inoltre secondo alcune voci dicono che riceva una “paghetta” dai genitori. Mi chiedo cosa stia pianificando per il futuro.

Faker:

Non ricevo una paghetta ma ho una carta che utilizzo molto raramente, sono i miei parenti a gestire le mie finanze. Mi sentirò molto tranquillo se quando mi ritirerò avrò una bella somma in banca, per il mio futuro. Non ho ancora deciso cosa farò poi, quando lo scoprirò comincerò a fare dei piani.

Non ho molto hobby: leggo libri se necessario ma non perché mi piace, mi fa sentire in pace e mi calma.

Matrimonio… Beh non si sposerà prima il coach kkOma? Io credo che mi sposerò tra molto tempo (ride), cosa cerco in una donna? Beh sono alto 1 metro e 76, vorrei fosse alta circa come me.

Se i miei bambini mi chiederanno il permesso di diventare dei giocatori professionisti cercherò di distoglierli e di persuaderli a fare altro, io sono diventato un giocatore professionista per provare qualcosa di unico, è per questo che gli consiglierei altri lavori.


Ormai la fama di Faker non è limitata solamente alla Corea, la crescita degli eSports lo ha anche portato al fianco di Ronaldo, gli ho chiesto cosa si prova ad essere sotto i riflettori e di parlarmi un po’ dei prossimi Asian Games.

Faker:

Sono stato menzionato in TV ma non mi sono sentito speciale, data la crescita degli eSports qualcuno avrebbe dovuto farlo, non per forza io.

Per quanto riguarda gli Asian Games farò il mio meglio per essere scelto, anche se lo scopo non sarà divertirsi ma dare il proprio meglio. (Se dovessi scegliere i 5 membri per gli Asian Games, chi sceglieresti?) I membri dell’All-Star 2017 non sarebbero disponibili? Magari qualche cambiamento qui e là, non andrò nello specifico (ride).

Tuttavia non so se riusciremo a vincere, dall’MSI si può capire che le altre regioni sono molto forti, dovremo fare di meglio per batterli. (Agli MSI i KZ non sono stati eccezionali, cosa ne pensi?) Secondo me i KZ non hanno dato il loro meglio, certo ogni team può vincere ma alcune loro sconfitte sono state inaspettate.


In un altro periodo, Faker avrebbe tranquillamente detto che il suo team avrebbe recuperato e sarebbe tornato alla vetta, invece ha preso una piccola pausa e poi mi ha detto che non si sente più così sicuro di sé.

Faker:

Di solito non sento molto la pressione, ma quest’anno è diverso: cose del genere accadono quando si cerca di mantenere alte le aspettative, ma questo aiuta anche la mia vita: ho bisogno di essere una persona migliore agli occhi degli altri.

Attualmente credo di essere il della top dei giocatori, se fosse stato il 2014 mi sarei classificato primo, ma durante l’ultima stagione le mie performance individuali non sono state così buone, ho bisogno di impegnarmi ma non so se ce la farò a tornare di nuovo alla vetta.

Il problema non sono le mie meccaniche, semplicemente è cambiata la mia mentalità: quando ero più giovane avevo molta più fiducia in me stesso, ora tendo a sottovalutarmi.

Ho davvero bisogno di fare il meglio, ma non sono d’accordo con le persone che dicono che lavoro duro; tutti mettono impegno in quelle che fanno, ma alla mia età forse dovrei interessarmi di altro e pensare ad avere un aspetto migliore. Ma non ho abbastanza tempo e voglio veramente andare ai mondiali di quest’anno e voglio vincerli se possibile; voglio ottenere dei buoni risultati facendo il possibile. Ho detto che non sono più sicuro di me, ma se mi impegnerò abbastanza riuscirò a raggiungere i miei obiettivi.