Home League of Legends PGNP Road to Cinecittà World – Capitolo III

PGNP Road to Cinecittà World – Capitolo III

Terzo capitolo della rubrica più “piccante” di League of Legends a cura di Nicolà Trella. Consigliata ai puri di spirito ed agli amanti dell’intrattenimento conditi da sottile ironia.

ATTENZIONE

La seguente rubrica potrebbe contenere satira, trashtalk e domande scomode. È per questo sconsigliato l’utilizzo del prodotto a chi è allergico a certi contenuti.

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NUOVI ARRIVI

La quarta settimana dei PG Nats è alle porte e per prepararsi non c’è cosa migliorare del rivivere quella che si sta concludendo . Nel farlo voglio iniziare subito dall’evento più importante della settimana legato alla competizione. No, non è il “litigio” tra chi pone delle domande e la coppia Mister 22 e Signor Neutralità (con tanto di cheerleader appresso), ma la sfida per il primo posto tra Outplayed e Team Forge.

I monaci e le rockstar

Ad affrontarsi non sono state semplicemente due squadre, ma due modi diversi di affrontare lo stesso gioco. Da una parte i Forge con il loro stile di gioco monacale eseguito in ogni singola partita alla perfezione, o quasi, e senza cadere nelle tentazioni degli eccessi. Dall’altra gli Outplayed con uno stile più da rockstar: spesso irruento e condito di eccessi. La partita è stata una delle più belle dell’anno, sebbene i Forge abbiano dato la sensazione di essere stati in controllo per quasi tutto il tempo. Infatti, se nei primi minuti i monaci dei Forge sembravano storditi dalle chitarre elettriche degli Outplayed suonate a tutto volume, al primo eccesso di quest’ultimi (un dive decisamente troppo prolungato al minuto 14) la squadra sarda li ha subito rinchiusi nel loro circolo vizioso fatto di macro play e frustate sulle dite dei giocatori non appena provano a fare qualche bronzata. Gli Outplayed non sono più riusciti ad uscirne. Ci hanno provato in vari modi, ma questi non facevano altro che favorire gli avversari. Prima hanno provato a trasformare la loro musica rock in una lenta ballata, la stessa che aveva inibito il furore degli orchi del Moba, ma questo non ha fatto altro che favorire dei nemici più a loro agio con questo tipo di melodia. Poi, quando hanno capito di essere ormai vicini a cadere, hanno provato a tornare all’hard rock, ma nel fare questo Bullet si è fatto prendere un po’ troppo la mano. Così quella che sembrava la mossa giusta per mettere in difficoltà i nemici si è trasformata nella mossa decisiva per la vittoria dei Forge.

Entrambe le squadre hanno mostrato di essere ad un livello decisamente superiore rispetto il resto delle compagini rivali. Certo, tra le due i Forge al momento sembrano avere una marcia in più, ma il giocare insieme da più tempo si fa sentire tremendamente nelle situazioni più intricate (Sì, i Moba non sono gli unici che giocano insieme da poco). Gli Outplayed però sono a pochi centimetri e se riusciranno a trattenere i loro istinti di fronte ad uno dei tanti eccessi che spesso li ammaliano, allora potrebbero portarsi a casa anche la qualificazione agli European Masters in quel di Roma.

Outplayed in a nutshell

 Crisi d’identità

Un’altra partita interessante è stata iDomina – Racoon. Non tanto per il risultato in sé, piuttosto perché ha racchiuso in sé quella che fino ad adesso è stata stagione degli iDomina. È tutto il girone d’andata che gli iDomina soffrono di disturbi da personalità multipla che li fa passare dall’essere uno dei migliori team nella competizione a uno mediocre a seconda della partita, ma adesso hanno superato i loro limiti e sono riusciti a rinchiudere tutto ciò in una sola partita. Specialmente Raven che in essa è passato dall’essere un bronzo che continua imperterrito a feedare Baloo anche quando sarebbe potuto andare semplicemente via, ma si sa che in bronzo l’orgoglio prevale su tutto, a l’essere un pro player normale. Bravi i Racoon ad approfittare dei litigi dei nemici con le loro personalità per svuotargli la dispensa e mettersi nello stomaco punti importanti che li pongono in una posizione di vantaggio nei confronti di un’Idra a cinque teste che questa settimana è stata prima messa a bada dai monaci sardi e poi bruciata dalle fiamme dell’inFerno.

Parlando di stati confusionali non si può non pensare anche alla povera Aquila di Sicilia che da quando ha momentaneamente perso DecayO ha perso anche la cognizione dei ruoli del resto del team. Ormai ogni partita vedi persone in ruoli diversi manco venissero allenati da Luis Enrique ai tempi della Roma. L’unico che rimane stabile nel suo ruolo è Ryko, ma si sa che la Top Lane è un mondo a parte dove viaggia di tutto…persino tigri che trascinano carri trainati da orchi! Insomma Cyberground, ok che siamo in un meta dove Faker è costretto a giocare Darius ADC e la gente si spella le mani, ma se la cosa funziona poco anche con gli SKT forse sarebbe il caso di smetterla con questi vorticosi cambi di ruolo e ridare stabilità ad un team già di per sé in difficoltà.

 

Trova le differenze

 Adesso è giunta l’ora di parlare di qualcosa che ha riguardato i PG Nats, seppur dall’esterno, e che ha parecchio fatto parlare di sé all’interno della community; il capitolo precedente di questa rubrica. In effetti come ci si può permettere di chiamare una squadra Acefos+4, è stato un atto terribile che è andato a sminuire il valore degli altri giocatori che poverini così sono stati anche mentalmente destabilizzati. Mi dispiace.

Dato che in questi giorni sono iniziati i mondiali di calcio, ho pensato di allegarvi a fianco la foto di una maglietta creata dai tifosi della Danimarca in cui danno consigli al proprio allenatore su come far giocare la squadra. Ecco, io non vedo differenze tra questa maglietta e il definire Acefos+4 un team e non credo che nessun giocatore danese si sia sentito denigrato da tale maglietta. È forse così sbagliato dire che al momento se il team Moba ROG non gioca intorno al proprio Top Laner fatica? Viste le ultime pick and ban phase degli avversari dei Moba forse non è così sbagliato pensarlo.  Attenzione: nessuno sta dicendo che i Moba non debbano giocare intorno ad un singolo, anche perché in fondo finché portano a casa il risultato hanno ragione loro. Anche nel calcio spesso ci sono squadre che giocano intorno ad un singolo e altrettanto spesso chi scrive per i giornali lo fa notare.