Home ESPORTS Perchè i grandi brand dovrebbero puntare nel mondo dei videogiochi?

Perchè i grandi brand dovrebbero puntare nel mondo dei videogiochi?

dav

Nella sede di We Are Social è stata fatta una conferenza che alternava video, slides, testimonianze su come si era sviluppato il mondo degli Espors negli ultimi anni, sul suo potenziale e su come i grandi brand dovrebbero investire su di esso.

L’elemento più eclatante è l’acquisizione della microsoft di Ninja che spostò milioni di utenti da Twitch a Mixer facendo felice l’azienda americana e riuscendo a fare numeri da capogiro facendo invidia ad atleti di fama mondiale. Proprio questo fa pensare che i brand internazionali dovrebbero investire nei videogiochi come stanno facendo Red Bull, Adidas e Mercedes che stanno spostando i lori investimenti sul settore del gaming e sul mondo degli Esports.

Ormai tutte le aziende sono riuscite a capire le potenzialità di questo nuovo mondo grazie  alla platea degli appassionati, alla nuova tecnologia 5G e la diffusione capillare del mobile gaming.

Lo spiega Luca Casaura, Head of Brand & Advertising di Vodafone: “La nostra azienda si fonda sulla connessione e non c’è niente più del gaming che facilita la connessione tra le persone. Con il 5G il trasferimento di dati sarà talmente veloce da essere quasi superiore all’occhio umano e per chi gioca questo è un aspetto fondamentale, perché fornisce un vantaggio competitivo. Aumenterà la platea di players perché si potrà giocare dovunque e in qualsiasi momento con una qualità di connessione altissima. Vodafone crede molto e sta investendo molto nella promozione di personaggi (vedi Pow3r) e tornei”.

Antonio Jodice rappresentante di ESL, spiega di cosa si occupa la sua azienda e di come siano molteplici le possibilità di investimento per le aziende che entrano in questo mondo: “Il target è ampio, va dai 16 ai 34 anni, si rivolge a studenti e giovani professionisti. E c’è la possibilità di raggiungerli, durante gli eventi live, con interventi e stand dedicati; con la brandizzazione dell’evento; con la consegna di gadgets; con i loghi che a rotazione passano sugli schermi. Una varietà infinita”.

Non mancano le testimonianze di giocatori professionisti come “Stermy” (Alessandro Avallone) e “Paolocannone” (Paolo Marcucci) che raccontano la loro storia nel mondo dei videogiochi.

Oggi l’industria esports è molto più consolidata, i team hanno a disposizione mental coach, preparatori atletici. La scelta sarebbe stata più facile e la prossima generazione sarà quella che vivrà appieno il boom del nostro mondo”, ha dichiarato Stermy.

Paolo Marcucci “Paolocannone“, invece, il suo lavoro si divide tra giocatore professionista e streamer: “Vincere o fare una bella azione di gioco davanti a tanta gente entusiasta è sicuramente un’emozione unica, irripetibile, da provare nella vita. Ma è molto gratificante anche tenere compagnia a tante persone che ti seguono live mentre giochi online, strappare sorrisi. E’ anche meno stressante che avere sempre in testa giocare e vincere”.

Una giornata intera per comprendere al meglio il mondo dei videogiochi e sul perchè in questi anni i grandi marchi mondiali investiranno i soldi su publisher, team e tornei esports.