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Le disavventure di Malice in Corea

Quanti ricordano i bbq Olivers, team precedentemente in LCK (con giocatori come IgNar e Trick tra le proprie fila)? Attualmente i bbq si trovano nella Challenger Korea, seconda lega del server coreano, e sono per lo più conosciuti per aver ingaggiato il caster Nick “LS” De Cesare come head coach – primo occidentale in un team coreano. Oltre ad LS però, nel roster figura anche un europeo, lo svedese Sebastian “Malice” Edholm, jungler classe ’97, primo giocatore occidentale in Sud Corea. Malice è conosciuto principalmente per il suo carattere caustico – sospeso durante l’arco del 2019 in due diverse occasioni per comportamento tossico in SoloQ, una volta a Febbraio dal team ed una a Maggio da parte della stessa Riot Korea – ed anche in questi giorni ha fatto parlare di sé.

Stavolta però non si tratta delle sue chat in game, ma di un suo TwitLonger in cui accusa i bbq di cattiva gestione dei giocatori. Secondo Malice infatti l’org non avrebbe provveduto a pagare i giocatori o a fornire cibo adeguato. I coach si sarebbero dovuti occupare non solo del lato tattico del gioco, ma anche della gestione della gaming house – a causa della negligenza dei manager. Lo stesso LS sarebbe stato vittima dello stato della casa, che gli avrebbe reso impossibile uno streaming continuato durante l’arco della stagione, dovendo anche occuparsi dell’acquisto di pc funzionanti per far allenare i giocatori (altrimenti costretti a spostarsi in internet café e sale LAN). Addirittura Malice racconta di come un manager avrebbe minacciato fisicamente il coach statunitense prima di sospenderlo.

Oltre a questo si aggiungono problemi personali del giocatore svedese, che parla di un’occasione in cui la società si sarebbe dimenticata di far rinnovare il suo permesso di soggiorno, finendo per dover mandare Malice in Vietnam il giorno prima di una partita a causa di questo incidente. O anche di un’altra in cui sarebbe stato cacciato in piena notte dalla gaming house senza un posto dove andare, venendo ospitato dal solito LS.
Anche quando Malice avrebbe deciso di rescindere il suo contratto, il manager incaricato della gestione della trattativa avrebbe mentito al giocatore, indicando una data sbagliata e rivelandogli solo in quell’occasione che l’organizzazione avrebbe deciso di non pagarlo per la sua condotta tossica invece che fargli causa, senza avvertirlo prima.

La risposta della società è stata immediata: in un lungo post Facebook ed in una serie di 10 video su Youtube il CEO dei bbq Song Seong-chang racconta la sua versione, puntando il dito contro il comportamento irrispettoso di Malice tenuto durante l’intera stagione 2019 – arrivando ad abbandonare più volte la gaming house. Il contratto del giocatore sarebbe stato terminabile già da Luglio (e pare che Malice stesso abbia cercato di abbandonare il team già durante l’estate), ma i bbq avrebbero fatto valere alcune clausole riguardanti le variazioni dei termini riducendo la paga del giocatore e intentandogli causa. In nessuno degli interventi del CEO c’è un riferimento agli aiuti economici di LS, ma viene ovviamente smentita l’accusa di minacce fisiche nei suoi confronti. 

Insomma, gli ingredienti per un classico drama esportivo erano presenti, quando pochi giorni fa la storia si è chiusa con le scuse di Malice (recatosi di persona nella gaming house per risolvere la questione), la risoluzione del suo contratto e l’abbandono della causa da parte dell’org. Tutto è bene quel che finisce bene insomma, ma – con l’abbandono contemporaneo anche di LS – sembra che l’inserimento degli occidentali in Corea dovrà partire nuovamente da zero.