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Come si gioca al PC? – Postura

Sempre più persone ormai passano molto tempo al pc, per lavoro o per giocare. Non tutti però passano il loro tempo nel modo migliore, prendendo tutte le precauzioni necessarie per diminuire i rischi che un’attività del genere potrebbe comportare. Dato l’interesse marcato di molti – come visto durante lo streaming di presentazione del nostro team di League of Legends sul canale di MrChuck – abbiamo deciso di approfondire l’argomento, raccogliendo tutte le informazioni al riguardo. Per comodità di lettura, abbiamo deciso di dividere questa guida in tre parti: quella di oggi, dedicata esclusivamente all’aspetto posturale; una seconda dedicata alla vista; ed una terza, più specifica del mondo professionistico ed esportivo.

Il primo aspetto, più generale, è quello della corretta postura del corpo e degli atteggiamenti errati che possono risultare dannosi. “Pancia in dentro e petto in fuori” non è solo un modo di dire tipico del mondo militare per invitare le reclute a mostrarsi il più imponenti possibile. Mantenendo il petto in fuori, si mantengono anche le spalle bene aperte così da avere una corretta curva della colonna vertebrale – evitando quindi la cosiddetta cifosi (volgarmente gobba). Senza esagerare però, altrimenti si finisce con il raggiungere l’eccesso opposto, ovvero la lordosi, caratterizzata da una curvatura innaturale della parte inferiore della colonna. Più difficile da correggere è invece la scoliosi, ovvero una curvatura (o rotazione) laterale della colonna. Al contrario degli altri, la scoliosi può peggiorare o arrestarsi per motivi fisici – e con tutti e tre questi atteggiamenti sbagliati si può ovviamente convivere, ma possono essere causa di dolori e peggiorare se non affrontati adeguatamente.

Uno dei modi per farlo, sempre più diffuso (e di moda) negli ultimi anni, è tramite l’utilizzo di sedie o poltrone da gaming. Si tratta semplicemente di sedie da ufficio, già di per sé molto comode ed ergonomiche – ora “trasformate” per venire incontro ai gusti del pubblico più giovane. Quali migliorie portano queste sedie? Certamente il fatto di essere spesso totalmente regolabili così da seguire la postura di chi le usa, piuttoso che causare il contrario (come spesso accade con sedie più rigide, tipo quelle da cucina tradizionali). Anche l’altezza non è però un fattore da sottovalutare: infatti uno dei punti più importanti nel setup di un utente informatico dovrebbe essere quello di mantenere una differenza di altezza non eccessiva tra punto di appoggio con la scrivania (polso o avambraccio) e gomiti, per diminuire il carico sulle spalle – immaginate di giocare con i gomiti all’altezza delle ginocchia o, al contario, delle spalle stesse – e conseguentemente sulla schiena. Molti giocatori professionisti, specialmente di titoli FPS tipo Counter Strike, hanno sviluppato una postura molto particolare, con il braccio che controlla la tastiera totalmente appoggiato sulla scrivania, mantenendo la tastiera stessa in posizione obliqua. Questo sia per avere la schiena più dritta possibile aumentando la vicinanza allo schermo, sia per mantenere migliore grip sulle periferiche senza affaticare le braccia, che vengono totalmente appoggiate alla scrivania.

Proprio le periferiche poi rappresentano un altro punto importante e molto soggettivo: sempre più spesso ad esempio si sente parlare di prese del mouse “palm”, “claw” o “fingertip”. Non entreremo nel dettaglio, dato che potete facilmente guide a tal proposito online (qui ad esempio una). Basti sapere per ora che ognuno di questi grip ha le proprie peculiarità, vantaggi e svantaggi, e quindi risulta superficiale consigliarne uno piuttosto che un altro – e lo stesso vale per le diverse impugnature per gamepads o tastiere. Il consiglio sempre valido è però quello di (letteralmente) testare con mano prima di valutare l’acquisto di un prodotto piuttosto che di un altro: cercarlo in negozio, provarlo dal vivo e vedere quanto si adatta alle proprie esigenze.

Ultimo, ma non meno importante degli altri, consiglio è quello di riposarsi sempre il più possibile: per quante precauzioni si possano prendere, molti atteggiamenti sbagliati, molte abitudini dannose, molti movimenti poco naturali e ripetuti, possono essere difficili da correggere ed eliminare. Quindi riposarsi completamente tra una partita e l’altra è sempre una soluzione molto efficace, magari unita a piccoli esercizi di stretching che possono migliorare la mobilità articolare di punti sensibili come i polsi, la schiena o il collo. Proprio i polsi sono spesso il punto debole di molti giocatori, colpiti da infiammazioni al tunnel carpale o addirittura da tendinite (fino ad arrivare ai casi più eclatanti, come Uzi, il leggendario botaner dei Royal Never Give Up che dopo alcune visite si è sentito dire di avere le articolazioni dei polsi simili a quelle di un ultra quarantenne).