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Dumbledoge – Arrivano le risposte degli accusati

Dopo pochissimo tempo dalle gravi accuse mosse da Dumbledoge, i suoi ex colleghi chiamati in causa all’interno del suo Twit Longer hanno iniziato a rispondere sui social. InvenGlobal ha raccolto le varie reazioni in un articolo (che lasciamo qui).

Molti dei giocatori i cui nomi erano presenti negli screenshot in cui erano presenti le espressioni omofobe hanno subito chiesto scusa all’ex support. Şükrü “Uthenera” Şentürk ad esempio ha scritto, sempre su Twitter: “Quando vedo quegli screenshot, mi sento imbarazzato da morire. […] Quando penso allo stress a cui Kemal ha dovuto sopportare quando ha visto queste cose, mi sento sempre più triste. L’unica cosa che mi dà sollievo è che ha accettato le mie scuse”.
Anche lo streamer dei Royal Youth Kaan “Elwind” Atıcı scrive sulla stessa linea di Uthenera: “Ho chiesto scusa a Dumble ai Rift Rivals 2018 e ne abbiamo parlato di persona. Non sono un omofobo”. Aggiunge poi: “Ho notato i miei errori e ho provato a risolverli e pensavo che le cose tra di noi fossero ok. Voi non sarete soddisfatti a prescindere, ma mi scuso nuovamente con Kemal”.

Più critico è Yiğit “Marshall” Kırdökl, ex toplaner anche lui ritiratosi, secondo cui si tratterebbe di un’esagerazione, dato che si trattava di “conversazioni umoristiche tra amici di 17-20 anni”, non di veri discorsi omofobi. Poi, dato che riteneva di essere stato frainteso, ha poi aggiunto: “Non sto dicendo che quello che abbiamo detto è ok. Ho provato ad enfatizzare il fatto che queste cose sono successe nel 2015/16. Avevamo circa 16/17 anni. Non credo sia giusto marchiarci come omofobi ad un età in cui non sapevamo nemmeno cosa ciò volesse dire”.

Si è espresso anche Pades, il coach dei Papara SuperMassive, da cui Dumbledoge è appena andato via dopo la lite con Zeitnot. Il coach ha specificato che “Quando Kemal si era aggiunto alla conversazione sul balcone, Berkay (Zeitnot) non ha camminato verso nessuno, non si è mosso in alcun modo che potesse essere percepito come violenza fisica o come minaccia. Gli ho ordinato di andare in camera sua perché stava alzando la voce […]. Il dialogo tra noi due non doveva riflettersi su Kemal – mi dispiace molto del mio errore.” Ma soprattutto (ed il racconto originale di Dumbledoge sembra confermare ciò) non ci sarebbero stati episodi di discriminazione sessista, razziale o di altro tipo durante il periodo in cui l’ex support era all’interno del team in questi ultimi due mesi.

Ultimo, ma decisamente non meno importante, è lo stesso Zeitnot, il principale accusato da Dumbledoge. Nel suo Twit Longer di risposta, inizia subito dicendo che non sarebbe lui  lo Zeitnot che appare negli screenshot. “Vorrei che sappiate che non ho mai usato un discorso che potrebbe essere percepito come discriminatorio in alcun senso. Respingo categoricamente le accuse e le implicazioni di incitamento all’odio […]. Infine, un reminder legale: a prescindere da motivo e scopo, senza un permesso da parte di un giudice, entrare in un computer che è in uso privato di una persona con corrispondenza digitale, raccogliere documenti senza permesso e renderli pubblici è un crimine”. Un solido mea culpa invece per quanto riguarda il suo comportamento negli ultimi episodi descritti da Dumbledoge: “Non avrei dovuto alzare la voce ed esprimermi volgarmente nella discussione tra noi riguardo il coinvolgimento di Kemal nel meeting post allenamento con il nostro coach. […] Nonostante io sia estraneo alla discriminazione, ho accettato la punizione del mio team per essere stato poco professionale agendo in quel modo”.

Dunque molte cose sono state messe in chiaro stando ai racconti dei diretti interessati, eppure non è da escludere che ci possano essere ulteriori sviluppi date le risposte di Zeitnot. Noi saremo sempre qui ad informarvi appena ce ne sarà l’occasione.