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Coronavirus – i nostri PC a disposizione della ricerca?

In questi giorni di preoccupazione in tutto il mondo, di quarantena ed isolamento, sicuramente tanti di noi si saranno sicuramente dedicati ai propri videogame preferiti – se possibile tramite computer. E proprio le nostre macchine possono essere protagoniste in positivo nella corsa per la ricerca di una cura contro il Covid-19.

Si stanno infatti diffondendo due progetti di università americane (nello specifico Stanford e Washington) che sfruttano in modo remoto la potenza di calcolo dei PC – attivamente o passivamente – per fornire assistenza ai ricercatori. Si tratta di Folding@Home e Foldit.

Il primo è appunto un semplice client che agisce passivamente prendendo risorse dal nostro PC per simulare il ripiegamento proteico della proteina spike, ovvero quella colpita dal virus, così da studiare tutte le opzioni. Basta scaricare l’installer dal sito e poi lasciare il sistema acceso. Ci sarà ovviamente un calo delle prestazioni, ma è possibile settare l’invasività del programma, oltre che un’eventuale attivazione dello stesso esclusivamente con il PC in idle (ovvero a riposo).

Il secondo invece è un vero e proprio gioco, in cui l’utente può testare in modo scherzoso nuove proteine combinando i vari amminoacidi. Anche questo è semplicemente scaricabile dal sito ufficiale, e gli scienziati hanno dichiarato di voler usare le migliori combinazioni dei giocatori per la ricerca.

Insomma, si tratta di poco ma ciascuno di noi può dare una mano durante questa enorme pandemia!