Home League of Legends Esports Da truffato a campione. La storia di Kanavi ai JDG.

Da truffato a campione. La storia di Kanavi ai JDG.

Dopo una lunga attesa ed il rinvio a causa del Covid, anche la lega cinese LPL è giunta a termine, con una finale totalmente inedita tra Top Esports e JD Gaming, che ha visto trionfare proprio questi ultimi, dopo una cavalcata dominante in regular season. Tra i giocatori che hanno vinto questa importantissima Best of 5 ce n’è però uno che non è come gli altri, e magari i più attenti di voi ricorderanno che ne abbiamo già parlato su questo sito: si tratta del jungler coreano Kanavi, vera e propria stella del team, rivelazione dello Spring Split cinese. E pensare che con i JDG Kanavi non avrebbe dovuto giocarci.

Partiamo dall’inizio. Seo Jin-hyeok, detto “Kanavi” (classe 2000) inizia la sua carriera nel 2019 ai Griffin, in LCK. Ma con i Griffin non scende mai in campo, dato che si tratta del periodo d’oro del team coreano, guidato dalla superstar Tarzan, considerato il miglior jungler del mondo nel periodo dal 2018 al 2019. Insomma, poco da fare per un giovane esordiente, se non sperare di imparare qualcosa per poi andare a farsi le ossa altrove. E più o meno è proprio quello che succede, con il suo trasferimento in Cina.

Qui Kanavi si stabilisce ai JD Gaming reduci da una incredibile run nello Spring Split che li ha visti partire dall’ottavo posto in Regular Season per poi fermarsi in Finale solo davanti agli Invictus Gaming campioni del mondo (e dopo aver eliminato i FunPlus Phoenix che raggiungeranno quell’obiettivo nel Mondiale 2019). Ma qualcosa non va come dovrebbe, e i JDG nel Summer chiudono al 10° posto, dovendo rinunciare a qualsiasi ambizione per i Playoffs. Kanavi sembra pronto a tornare a casa, ma all’improvviso succede il disastro.

Nel frattempo infatti in Corea esplode lo scandalo Griffin, con alcuni dei giocatori che denunciano il comportamento del coach cvMax – accusandolo di violenza fisica e verbale. Queste prime scintille sono solo l’avvio di un incendio ben più grande che finisce per coinvolgere tutta la struttura del team, includendo il manager Cho Kyu-Nam, colpevole di una gestione più che discutibile dell’org. Suo malgrado, anche Kanavi finisce coinvolto nella vicenda, quando la madre rilascia un’intervista a Naver raccontando di come il trasferimento del figlio minorenne in Cina fosse avvenuto a sua insaputa. La questione è talmente grave che ne nasce un’indagine parlamentare per creare una regolamentazione migliore per l’esport in Corea.

Forse anche per allontanarsi da questa situazione, Kanavi decide di tornare in Cina, ancora ai JDG, con la fiducia di migliorare le prestazioni sue e del team. E qui, con la sua Kindred giocata con un’autorevolezza da veterano, il ragazzo inviato in Cina all’oscuro di tutti diventa un mostro. Prestazioni entusiasmanti, numeri altissimi ed un premio di MVP dello Split più che meritato.

Una delle prestazioni con la sua Kindred contro gli allora primi in classifica eStars.

Insieme con Yagao e Zoom (mid e toplaner dei JDG) trascina i suoi compagni di squadra fino al secondo posto in campionato, per poi affrontare in Semifinale gli FPX e distruggerli 3-0. In Finale affrontano, come detto in apertura, i Top Esports di Jackeylove, l’adc ex Invictus Gaming che l’anno prima aveva privato ai JDG il sogno del primo titolo LPL. Ma stavolta non ce n’è per nessuno e, dopo 5 sudati game, Kanavi ed i suoi riescono a compiere l’impresa. L’MVP della serie sarà il support LvMao, autore di partite eccezionali, ma Kanavi non è certamente stato da meno. Non male per un giocatore finito lì per sbaglio.

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Articolista, aspirante coach e League of Legends enthusiast. #EUphoria