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La squalifica di Firebat dagli Hearthstone Masters crea dubbi sul formato della trasmissione

Fireabt è stato squalificato e multato di 1000$ per no show ieri notte prima della sua semifinale agli Hearthstone Grand Masters: il giocatore aveva impostato la sveglia prima dell’inizio del suo match, ma la rapidità delle partite precedenti aveva portato la scaletta a muoversi in fretta ed il suo match doveva iniziare con largo anticipo rispetto a quanto annunciato precedentemente.
La squalifica è assolutamente legale dato che Blizzard ha un orario di check in che è di circa 3 ore prima del match, è comprensibile come questo orario sia noioso da rispettare anche perchè il match potrebbe iniziare in orario, anticipo o addirittura in ritardo obbligando i giocatori a stare in standby per lungo tempo.

Per chi di voi non lo sapesse la trasmissione inizia con i Masters asiatici, procede con quelli europei e finisce con quelli americani; potete capire come una serie di ritardi od anticipi possa influenzare la scaletta originale creando grosse differenze di orario per giocatori e spettatori.
Il problema, infatti, non è solo per i giocatori, ma anche per gli spettatori che potrebbero connettersi all’orario definito per l’inizio del match solo per scoprire che è già iniziato o finito da un pezzo.

Questo fenomeno non è nuovo nella scena esportiva o anche sportiva: nel Tennis i match possono durare da 45 minuti a 2 ore nel caso di una bo3, se si pensa ad una best of 5 le tempistiche possono variare ancora di più. Per far fronte a questo gli organizzatori danno un tempo di inizio “non prima delle” questo permette ai giocatori ed agli spettatori di avere un orario certo indipendentemente dai risultati precedenti, la massima noia che possono riscontrare è quella di dover attendere un poco.

Negli esports possiamo guardare a League of Legends dove i formati di Best of 3 sono stati abbandonati da quasi tutte le leghe maggiori in favore di bo1, proprio per evitare problemi agli spettatori. L’unica lega che ancora usa le Bo3 è quella coreana che però fissa orari precisi e non anticipa le partite anche a costo di tenere il broacast in standby per quasi un’ora.

Questo avvenimento accende i riflettori su come l’organizzazione Blizzard in campo esportivo sia totalmente distaccata dal resto del mondo e dalla community stessa. Esperienze come questa e l’episodio durante le proteste di Hong Kong possono spiegare come mai sempre meno persone stiano investendo nei titoli di questa casa; questo fenomeno preoccupa ancora di più con l’uscita di Valorant che sta già mettendo pressione sulla Overwatch League la quale, oltre che spettatori, ora sta perdendo anche giocatori.