Home League of Legends Esports Cosa c’è dietro le scelte dei T1?

Cosa c’è dietro le scelte dei T1?

Dopo aver fallito la qualificazione ai Worlds 2020 che si terrano a Shanghai, perdendo in finale del Regional Qualifier contro i GenG con un sonoro 3-1, qualcosa sembra destinato a cambiare in casa T1. Andiamo a ripercorrere gli eventi delle ultime settimane, per cercare di capire cosa stesse succedendo tra le fila degli ex 3 volte campioni del mondo.

Tutto comincia il 31 Luglio, durante la settima settimana del Summer Split di LCK, quando Coach Kim decide di sostituire Faker per il rookie Clozer, da molti visto come suo erede. Ciò, per quanto faccia sempre effetto, non è nulla di nuovo: più volte nel corso della sua lunga carriera il “Demon King” si è preso un po’ di riposo – forzato o meno – alternandosi con altri giocatori. L’esempio più famoso è certamente Easyhoon, esperto di maghi da combattimento, schierato dall’allora coach kkOma quando servivano campioni di quel tipo piuttosto che gli assassini tanto amati da Faker.

Ciò che cambia in questo caso sono le prestazioni di Clozer, una ventata d’aria fresca rispetto ad un Faker non necessariamente in difficoltà, ma certamente non più al suo apice. Se a ciò aggiungiamo la voglia di Kim di lasciare un segno sul team, lanciando un rookie di ottimo livello – come fatto già nel 2018 e nel 2019, prima agli Invictus Gaming (portati al titolo mondiale dopo l’esordio di TheShy) e poi ai Damwon Gaming (dove aveva dato fiducia all’alieno Nuguri) – qualcosa inizia a suonare strano.

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Per l’ultima settimana tutto torna alla normalità, o così sembra. Perché nel frattempo gli altri T1, nello specifico Cuzz e Teddy, si erano abituati a giocare con un nuovo midlaner, più flessibile rispetto ad un nome già più che affermato come quello del miglior giocatore della storia del gioco. Insomma, giocare senza il peso di Faker aveva portato benefici anche ai suoi compagni – più liberi anche dal punto di vista dello shotcalling, in precedenza spesso accentrato sulla midlane del team.

I Playoffs partono e finiscono subito male, con una sonora sconfitta per 2-1 contro gli Afreeca Freecs. Il primo game, perso, mette fine all’esperimento Clozer, ma con Faker le cose non migliorano particolarmente. È in questo momento che iniziano a circolare le notizie di un’atmosfera pesante intorno al team di Joe Marsh, con i tifosi a dir poco scontenti, pronti a minacciare i giocatori e lo staff. La situazione continuerà a degenerare, fino ad arrivare al 3 Settembre, quando il CEO dei T1 annuncerà di voler intraprendere vie legali per interrompere le minacce di morte ricevute dai suoi giocatori.

Mancata la qualificazione al Mondiale per la strada principale, al team resta ancora la via del Regional Qualifier. La loro esperienza nel bracket inizia bene, eliminando proprio gli Afreeca Freecs, vendicandosi.
Stavolta però è stato Faker a prendere in mano la situazione: date le divergenze con il jungler e l’adc della squadra, subentrano al loro posto Ellim ed il rookie Gumayusi. E l’inesperienza ha certamente rappresentato un problema nella serie finale contro i GenG.

Offseason dunque forzata per i biancorossi, che probabilmente si troveranno a dover ricostruire da zero una nuova formazione. Forse a partire dal coaching staff, dato che Joe Marsh sembra essere interessato a riportare il caster LS dietro ai giocatori, segnando così un possibile addio di Kim – e con lui probabilmente Clozer, Teddy e Cuzz.

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