Home League of Legends ALL’INTERNO DELLA GIUNGLA DI RUNETERRA: LA NAZIONE DI IXTAL

ALL’INTERNO DELLA GIUNGLA DI RUNETERRA: LA NAZIONE DI IXTAL

Welcome to the jungle! We’ve got magia elementale and altra roba figa di cui vi parlerò a breve. Questa settimana esploreremo la nazione di Runeterra circondata da un’impenetrabile giungla: Ixtal.  Regione di cui si sente poco parlare, oscurata un po’ dal vicino impero di Shurima, ma non per questo meno importante. Molti campioni provengono da questa zona: Qiyana, Nidalee, Rengar, Zyra, solo per nominarne alcuni. 

Nonostante vivano nel cuore della giungla, però, gli Ixtali non sono dei selvaggi: hanno tutti una profonda conoscenza della magia elementale, che utilizzano nella loro vita quotidiana (per costruire edifici, cacciare, sterminare gli invasori e riprendersi le proprie terre… no, scherzo, questo lo fa solo Qiyana). 

La civiltà di Ixtal ha radici molto antiche: essa nasce dalla grande migrazione verso Ovest (da una terra più ad Oriente di Ionia, molto probabilmente il luogo da cui proviene Viego), che ha dato origine anche alla civiltà di Helia (le Isole Benedette, adesso Isole Ombra, thanks to Viego), dei Buhru (gli indigeni delle Isole Serpente), e degli antenati dei Rakkor, gli abitanti del Targon. 

La nazione di Ixtal fu tra le prime ad unirsi al grande impero di Shurima, e ad offrirgli il proprio sostegno nella lotta contro il Vuoto. Dalla lore di Malphite, infatti, sappiamo che esistevano anche degli Ascesi (dei-guerrieri creati appositamente per sconfiggere il Vuoto) originari di Ixtal, proprio come Ne’Zuk, il mago elementale che fu (anche se non volontariamente) il creatore di Malphite. 

A fianco degli umani, in questa guerra, combatterono anche i draghi elementali (quelli che adoriamo uccidere per prendere i loro buff): adesso, in tempo di pace, essi popolano le rovine abbandonate della giungla di Ixtal.  

Sopravvissuti al Vuoto, e alla successiva Grande Guerra dei Darkin, gli Ixtali hanno deciso di isolarsi totalmente dal resto di Runeterra, facendosi scudo con la natura: nel corso dei secoli, molte spedizioni sono state mandate da Noxus o Piltover, per cercare di scoprire i segreti della giungla, ma tutti gli esploratori sono spariti senza lasciare tracce (è quello che succede, ad esempio, nella short story “Ai confini del mondo”, alla spedizione noxiana guidata Ysard Tomyri, i cui membri vengono fatti fuori, uno ad uno, dalla giungla stessa). 

Un fortunato esploratore, che riuscisse a penetrare fino al cuore della giungla, vedrebbe che gli Ixtali abitano in una rete di città-arcologie (“arcologia” è un mix tra “architettura” e “ecologia”, per indicare “un enorme edificio sufficiente a mantenere un’ecologia interna e una densità abitativa estremamente alta”. Sì, anche io ho appena imparato una nuova parola, e sì, ho appena citato Wikipedia). 

Queste arcologie sono collegate all’arcologia cardinale (Ixaocan, una sorta di capitale), attraverso delle linee di potere, ed ognuna di esse rappresenta una specifica disciplina della magia elementale, che viene insegnata all’interno dell’arcologia stessa. Ognuno di questi tipi di magia elementale è governato da un Assioma numerato, ritenuto sacro dall’arcologia che lo insegna (il XVI viene usato per estrarre e trasportare rocce, il III per creare correnti sottomarine, il V sfrutta la potenza del vento, eccetera). 

Più ci si allontana da Ixaocan, più le maestrie diventano specializzate e prestigiose: in alta montagna, ad esempio, si insegna e si pratica la conoscenza del fuoco, delle rocce e del magnetismo. 

IL VIDALION E GLI YUN TAL

L’arcologia di Ixaocan è il luogo in cui viene conservato il Vidalion, un antico manufatto in grado di dare materia alla magia; quando un mago viene ammesso all’interno della casta dominante (gli Yun Tal), il Vidalion tesse intorno a lui degli abiti splendenti, fatti della magia del mago stesso. Essendo una società in cui la gerarchia è basata sulla lunghezza del tempo dedicato agli studi magici, idealmente ogni Ixtali potrebbe entrare a far parte degli Yun Tal; per poter far questo, tuttavia, i maghi vengono messi a dura prova, e solo gli elementalisti più dotati riescono a superare il giudizio del Vidalion.  

Gli attuali occupanti dell’alto seggio degli Yun Tal sono genitori di ben dieci figlie (probabilmente nella giungla si annoiavano, e si son dati da fare *occhiolino*), tutte molto potenti e in grado di affrontare il Vidalion già da piccole. La più piccola delle Yunalai (così vengono chiamate), però, è la più dotata di tutte: capace di imparare tecniche avanzate a soli sette anni, quando le sorelle maggiori ancora faticavano con le basi della magia elementale, la piccola Qiyana desidera ardentemente che il proprio potere venga riconosciuto da tutta Ixtal (e, per ottenere il suo scopo, utilizza metodi “leggermente” violenti).  

Vivendo nel più totale isolamento, gli Ixtali non hanno bisogno di eserciti: la cosa più simile a dei soldati professionisti sono i guardiani dei sentieri di Ixaocan, che pattugliano le linee di potere a collegamento delle arcologie. 

Ultimamente, però, sempre più spedizioni di esploratori e minatori vengono mandate a Ixtal: la tradizione comanda di stare lontano dagli stranieri, ma la giovane Qiyana sa che, per difendere la propria tradizione, a volte si deve agire diversamente da come essa ci ha sempre insegnato. Come andrà a finire secondo voi? Fatecelo sapere nei commenti! Buon fine settimana da tutto il Team OP 🙂  

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