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Il primo italiano in EU Masters – Goskilla Kwan

Tutti voi saprete sicuramente che i Mkers sono il primo team italiano qualificato allo European Masters. Non si tratta però della prima org originaria del Bel Paese a raggiungere la competizione continentale questo Split. Questo onore spetta ai Goskilla, che si sono trasferiti in Baltic Masters dall’Italia. Abbiamo parlato col loro head coach, Antonio Carbone detto “Kwan” che ci ha dedicato un po’ di tempo per raccontarci l’esperienza al nord.

Kwan, dalle squadre italiane all’EU Masters, come nasce e si sviluppa la tua carriera da coach?

K: “Tutto comincia a fine 2019. All’epoca giocavo nei Local Host (team legato ad un gaming pub campano) come toplaner. Avevamo affrontato il qualifier per lo Spring Split del PG Nationals 2020 arrivando in top 8, ma dopo quell’esperienza ed in vista dell’università ho iniziato a rivalutare le mie scelte. Non mi sentivo in grado di raggiungere chissà quale livello come player, quindi mi sono dedicato allo studio del gioco, rimanendo in LH come team manager e poi come coach. Da lì abbiamo affrontato alcuni tornei italiani con moderato successo.

In seguito mi sono spostato ai Revenge in UKEL, la seconda lega britannica, per il Summer Split – prima di tornare ad affrontare alcuni altri tornei come CPE e Amazon University Esports in Italia con il Morte Nera Z Team, arrivando rispettivamente secondi e primi. Qui ho conosciuto da più vicino i Goskilla. In più in contemporanea a Baltic Masters, questo split ho affrontato il torneo L’Atleta di MCES con il team Randoms, vincendo anche quello.”

Parlando dei Goskilla, raccontaci di come sei entrato nell’org e di questa esperienza in generale.

K: “Durante le fasi finali del CPE sono stato contattato da Giambobanana, team manager degli scimmioni, dicendomi che cercavano un assistant coach da affiancare a Rox (allora head coach) in vista del Qualifier del PG Nats. Abbiamo affrontato il torneo ma siamo stati sfortunati venendo eliminati nella seconda fase. A quel punto Rox ha deciso di cercare altre offerte, mentre il management di Goskilla iniziava a valutare l’opzione di spostare la sezione League in Baltic Masters.

Giambo mi ha chiesto di occuparmi come head coach del roster building ed ho deciso di affiancarmi in questo processo ad una mia vecchia conoscenza quale Tsuni (Lorenzo Poneti, con cui avevo collaborato in Revenge) che ha lavorato come coach nel progetto. Anche lui con poca esperienza a livello ERL, ma sapevo esattamente cosa aspettarmi e cosa cercare da lui, quindi la scelta è stata facilissima.

Per quanto riguarda i giocatori, avevo già le idee chiare su chi contattare per i tryouts e – anche con qualche incrocio positivo del destino – ci siamo trovati a costruire intorno a Cospect e tibor (giovane midlaner croato, già campione in Baltics nel 2020 – n.d.A.), aggiungendo volti forse meno noti al grande pubblico come Kanna, Consequent e Bushy – un altro giocatore che volevo fortemente.

Ho sempre avuto un occhio di riguardo per le leghe così dette minori, quindi sapevo esattamente chi cercare e penso che i risultati ci abbiano dato ragione.”

Split 10-0, gli unici due game persi droppati in Finale (vinta con uno spettacolare 3-2). Come ci si sente dopo aver vinto da esordiente una ERL ed essersi qualificati con così tanto anticipo ai Play-In di EUM?

K: “Sicuramente la soddisfazione c’è, ma è più per il lungo processo iniziato e portato a termine, dai qualifier ad un perfect split fino alla vittoria e all’Europa. Personalmente non amo ritenermi soddisfatto o “arrivato”, penso a quanto c’è ancora da fare in ottica europea. Però certamente fa piacere avere un titolo in bacheca.”

Ed a proposito di EUM, storicamente per i team provenienti da regioni minori i Play-In sono il traguardo più che il punto di partenza. Hai aspettative particolari o qualche team nello specifico che preferiresti evitare per tentare l’impresa?

K: “Giunti a questo punto, è difficile pensare ad un solo team sinceramente. Abbiamo vinto il campionato, ma probabilmente non saremo davvero i favoriti contro nessuno, quindi dobbiamo solo lavorare ed impegnarci al massimo. E poi anche il format dei Play-In stessi può trarre in inganno: non importa quanto facile possa essere il tuo girone, dato che per arrivare al main event dovrai battere la prima o seconda del gruppo accoppiato. Magari stompiamo 6-0 il nostro girone ma poi peschiamo i Fnatic Rising, non sarà così facile batterli in una Best of 3.”

Oltre al coaching, nel corso dell’ultimo periodo ti sei dedicato pure al casting per eventi italiani come il Coffe-e-League. Da dove nasce questa passione?

K: “In verità è stato molto naturale, come per il coaching. Ho sempre avuto una grande parlantina ed avendo dedicato così tanto tempo a studiare il gioco e a parlarne, ho deciso di provare anche questa strada. Forse un giorno potrei ritrovarmi a dedicare più tempo al casting che al coaching, non escludo questa possibilità.”

La classfica finale dello Split di Baltic Masters

Prima dei saluti, ovviamente domanda d’obbligo: hai già piani per il futuro e per il Summer?

K: “L’unico piano ora è fare il meglio possibile in EUM. Non sarà facile ma non possiamo permetterci distrazioni, quindi sono completamente concentrato su quello. Per il Summer c’è tempo ed ovviamente credo che anche l’esperienza Europea influenzerà il mio futuro.”

Se dovesse arrivare una chiamata di un team in PG Nationals o in una qualche ERL maggiore, ti sentiresti pronto come head coach?

K: “Posso dirti certo come assolutamente no, non mi sentivo pronto del tutto per Goskilla ma ripensandoci so di aver fatto la scelta giusta ad accettare l’incarico. Mettersi in dubbio prima di ogni nuova esperienza penso sia fondamentale, ritengo però che per crescere nell’esport ed in generale è davvero importante mettersi in gioco ed uscire dalla comfort zone, in termini di maturazione questo Split per me è stato decisivo “.