Home League of Legends Esports Road to MSI: le squadre – Wildcards Jamboree

Road to MSI: le squadre – Wildcards Jamboree

Siamo arrivati alla fine del viaggio che ci porterà (solo figurativamente, niente biglietti per nessuno) in Islanda. Mancano gli ultimi team partecipanti all’MSI ed abbiamo deciso di operare una scelta piuttosto drastica: tutte le Wildcards insieme, in un unico articolo, divise per i loro gruppi.

Facile parlare dei favoriti, o di team un po’ più famosi. Non è così facile dover cercare informazioni su squadre di livello molto più basso ma comunque importantissimi per un torneo come l’MSI.

Insomma, ci aspetta una bella carrellata e prima di iniziare voglio fare una precisazione: non sono riuscito ovviamente a seguire tutte le leghe del mondo; per realizzare quest’ultima parte mi sono affidato ai racconti dei vari casters ed esperti locali di ogni singola regione. Se non avete problemi a seguire video in inglese, vi invito a dare uno sguardo ai lavori di Tom Matthiesen che sul suo canale YouTube ha raccolto le principali voci mondiali per avere un resoconto di ogni team che giocherà a Reykjavik. Cominciamo!

Gruppo A: Unicorns of Love e Pentanet GG

Il girone A è quello che è stato mutilato dall’assenza del Vietnam di cui abbiamo parlato nella scorsa edizione. Quindi, con l’assenza di una squadra di Tier 2 ad impensierire il dominio molto probabile degli RNG, l’onere di contendersi il secondo posto spetta alle rappresentative russa (UOL) e oceanica (PGG).

Partiamo dagli Unicorni, ancora uno dei brand più amati in Europa nonostante il loro trasferimento in pianta stabile nel circuito CIS, la LCL. Non sono tanti i cambiamenti rispetto a quanto abbiamo visto durante Worlds 2020, ma sicuramente pesa l’assenza di Gadget (in Germania, ai Mousesports) sullo stile di un team molto flessibile in passato.

Durante la Regular Season gli UOL hanno schierato come ADC titolare Frappii, giovane francese. Questo ha portato alcuni problemi nella comunicazione del team russo, che ha dovuto trasportare tutte le comms in inglese, finendo appena quarti in classifica. Per i Playoffs l’inserimento di Lodik (ex Gambit) ha consentito ai giocatori di tornare a parlare in russo, riuscendo ad eliminare i Gambit in semifinale e poi a liberarsi senza preoccupazioni dei CrowCrowd.

Sicuramente il jungler AHaHaCiK ed il midlaner Nomanz restano i fulcri dell’intero team, con il primo in grado di tirare fuori qualche pick formaggioso (in uscita dal Chemtank meta ne abbiamo tutti bisogno) ed il secondo volenteroso di fermarsi a scalare per diventare una minaccia in late game.

I russi sono senz’altro i favoriti per il passaggio, considerando che storicamente la regione oceanica (ormai anche quasi ufficialmente disbandata, con l’LCO gestita da ESL Australia e non da Riot) non è mai stata un problema a livello competitivo. I Pentanet rappresentano una specie di superteam locale.

Un roster composto da giocatori molto amati in patria come Chazz, BioPanther e soprattutto Pabu (uno degli MVP nell’All Stars 2018, noto per aver raggiunto la finale nel torneo 1v1 eliminando Doublelift, Faker e Rookie prima di arrendersi davanti a Caps) è chiaramente il meglio che l’Oceania possa offrire. Sarà interessante vedere se i PGG avranno delle palle curve da tirare agli avversari in draft date loro champion pool molto ampie – che potrebbero aiutare data la struttura ridotta di questo gruppo.

Gruppo B: Instanbul Wildcats e paiN Gaming

In quello che forse è il girone più equilibrato di tutti, i rappresentanti di TCL e CBLOL (Turchia e Brasile) possono forse sperare di togliersi qualche soddisfazione contro Mad Lions e PSG Talon.

Volendo partire dai Turchi, bisogna subito dire che i Wildcats non erano visti da tutti come i favoriti – ed anzi hanno chiuso la Regular Season al secondo posto dietro ai SuperMassive per poi vincere ai Playoffs approfittando del Fenerbache (sconfitto 3-1 in Finale) che ha eliminato gli stessi SUP in semifinale.

Il nucleo del team si basa sul lato superiore della mappa, i giovani StarScreen, Ferret e Serin (insieme dal 2020) a cui quest’anno si è aggiunta la botlane HolyPhoenix-Farfetch, tra i nomi più storici del panorama turco. Questa nuova ricetta è quella che ha consentito al team una crescita costante, dall’inizio di stagione molto shaky fino al titolo locale.

Il livello generale della TCL sembra però calato, quindi questo potrebbe portare ad una difficoltà maggiore nell’adattamento degli IW rispetto ad avversari di caratura piuttosto elevata anche se con esperienza internazionale rispetto al solito.

Per quanto riguarda i brasiliani è molto difficile non essere estremamente critici. I paiN non sono stati il miglior team della Regular Season, arrivando appena quinti in classifica. Ma nei Playoffs hanno scaldato il motore e sono decollati con un doppio 3-2 ai quarti ed in semifinale, per poi vincere 3-1 in finale.

Oltre al solito brTT (leggenda brasiliana, classe 1991) e al toplaner Robo, un occhio cadrà sicuramente sul jungler CarioK – non un rookie, ma un giocatore molto giovane, famoso per la sua esplosività e per la sua capacità di leggere gli spostamenti del jungler avversario. In generale il team sembra dare il meglio quando la sinergia jungle/top è al meglio, quindi Robo e CarioK dovranno dimostrare che l’hype dei fan brasiliani è giustificato. E brTT può sempre aspettare per tirare fuori il suo Draven.

Gruppo C: DetonatioN FocusMe e Infinity Esports

E siamo arrivati finalmente all’ultimo girone. Se tutto sembra già deciso in anticipo con DWG Kia e C9 in fuga con le prime due posizioni… beh, lasciateci solo dire che non si può fare i conti senza le rappresentanti di due regioni come LJL (Giappone) e LLA (America Latina).

Partiamo proprio dagli Infinity, org del Costa Rica, uno dei nomi più importanti della scena sudamericana. Tanti cambi per loro rispetto agli scorsi split, con due nomi su tutti: cody in midlane (giocatore molto giovane che ha spezzato in due il campionato e l’intera scena locale) e Buggax in toplane (ex Isurus Gaming, visti a Worlds 2019).

Secondi con 14 punti nell’Apertura – lo Spring Split sudamericano, uno dei tornei dal format più particolare al mondo – dietro ai Furious Gaming, gli Infinity si sono rifatti in finale con un reverse sweep ai danni dei loro avversari. Gli esperti vedono nella botlane argentina Whitelotus e Ackerman il punto più importante della squadra. Ma cody forse sembra ancora non maturo al 100% e dover affrontare giocatori come Perkz o Showmaker potrebbe non essere proprio la situazione ideale.

Ed anche il seed giapponese sembra poter contare su una midlane di tutto rispetto. Tutti amano i DFM, con Ceros e Yutapon storici rappresentanti della squadra e della regione negli eventi internazionali. Pensate che Faker è il giocatore che nel mondo da più tempo veste la stessa maglia (ovviamente SKT/T1), con la coppia giapponese saldamente al secondo posto (ai DFM dal 2013). Ma se l’adc è ancora presente, i campioni LJL potrebbero schierare un nuovo midlaner al posto dell’Heimerdinger enthusiast.

Tanti parlano di Aria, coreano ma in Giappone da due anni, come del miglior giocatore della lega. Il classe 2000 ha preso il posto di Ceros durante i playoffs di questo split ed è stato un mostro per tutto il suo tempo sulla landa. Ma per far spazio ad un coreano, bisogna togliere import altrove: in particolare dalla botlane, con lo storico support Gaeng fuori per far posto a Kazu (in precedenza nel loro coaching staff). Questo varrà almeno fino a che il loro jungler Steal non otterrà la residency giapponese – ma si parla del Summer, quindi eventualmente di Worlds. Ed ora siamo a Maggio.

Quindi più flessibilità rispetto a Ceros, sempre visto sui suoi control mages, ma meno qualità in botlane. Interessante dunque sarà il confronto con i sudamericani, più standard nel loro modo di giocare ma forse un gradino sotto. Difficile immaginare uno dei due underdogs prendere il posto di DWG o C9, ma sicuramente ci sarà da divertirsi!