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Rekkles: The King in the North

Da zero a duemila, dal 2012 al 2021 e ancora non è finita.
Partito come rookie, diventato prima una superstar e poi un leader, Martin Larsson è il simbolo europeo del mondo di League of Legends, un catalizzatore di attenzioni che lui non ha mai cercato, ma che i risultati ottenuti hanno causato.
Avrà sempre, come ogni star, i suoi haters ma non apprezzare la sua grandezza è un peccato mortale.

Appena sedicenne venne reclutato da un’organizzazione inglese, i Fnatic, impossibilitati ad usarlo in EU LCS fino al 2014 per via della sua età, troppo giovane per giocare in una competizione ufficiale.

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Da lì sono passato 9 anni a competere, 4 titoli domestici, infinite prestazioni stupefacenti e una fame di vincere che ha sempre contraddistinto il suo essere, nel bene e nel male.
Si perchè nonostante siamo qui a celebrare una leggenda è giusto ricordare anche gli errori fatti e le voci che giravano, su come fosse un mangia compagni o giocasse solo per il proprio punteggio e non per il suo team.
Tutte cose che, vere o false che siano, sono servite come il pane al ragazzo di origini svedesi per crescere e limare i suoi limiti sia sulla landa che caratterialmente.

Il raggiungimento delle 2000 uccisioni non è un traguardo, bensì un nuovo punto di partenza dopo essersi reinventato un’altra volta.

Finale dei mondiali 2018, doveva essere il picco più alto della sua carriera invece si è rivelato un fallimento personale, sconfitto 3-0 dagli Invictus Gaming, una ferita che ancora non si è rimarginata e che viene usata come carburante per continuare a competere, a essere il migliore, perchè è solo questo che conta per lui.


L’ultimo mondiale, 2020 ha consacrato Rekkles nell’olimpo dei migliori adcarry del mondo dopo aver detronizzato letteralmente il rivale che gli aveva portato via il suo titolo, JakeyLove.
2-1 nella serie con il quarto game in tasca, eravamo pronti ad assistere alla “vendetta” dello svedese, eppure qualcosa non è andato come doveva.
Quella serie gli è sfuggita di mano, insieme alla possibilità di raggiungere il suo sogno più grande.

Rekkles says the strength of Fnatic's performance against Top Esports doesn't make it "okay to lose" | Dot Esports

Cosi il cambio, radicale, necessario.
Passare dal lato oscuro, dalla parte dei cattivi, rinunciando anche a dei soldi e alla possibilità di essere il volto della “tua” organizzazione.
Il 20 Novembre Rekkles viene annunciato dai G2 Esports come nuovo adcarry, prendendo il posto del capitano di quella squadra, Perkz.

Un primo split di ambientamento dove ha meritatamente vinto l’MVP è stato il suo biglietto da visita, con tutto il team sta preparando la lunga cavalcata al colpo grosso, quello che sia lui che i G2 si sono fatti scappare negli anni passati.
I record arrivano ma sono parte del processo, fanno impressione a noi da casa ma non impressionano lui che ha fatto del suo carattere freddo, tipico svedese, un marchio di riconoscimento, come i tatuaggi che coprono le due braccia, orgoglioso di rappresentare la sua nazione in ogni occasione.

Rekkles è modello, idolo di tantissime persone, nemesi di altrettante ma per prima cosa è un giocatore di League of Legends, un vincente, quindi non aspettatevi un ritiro anticipato perchè fino a quando non sarà in cima alla vetta lui continuerà a salire e, inevitabilmente a creare altri record.