Home League of Legends Esports I talenti di League of Legends sono tutelati??

I talenti di League of Legends sono tutelati??

L’argomento è delicato ed è rifiorito dopo il disastro targato Counter Logic Game in Nord America, i talenti sono tutelati a sufficienza dalle cattive organizzazioni?

Questa è la domanda del secolo probabilmente e ogni anno più o meno se ne parla per qualche evento discutibile che accade, questa volta i CLG hanno fatto il disastro.
Per cercare di dare trasparenza ai fan (parole loro) sul loro account twitter è stato pubblicato un video sponsorizzato dove il management annunciava ai ragazzi, reduci da una settimana e un periodo davvero complicato, che ci saranno dei cambiamenti all’interno del roster, implicando che uno di loro in quella stanza sarebbe stato rimosso dal suo ruolo nella landa.

Neanche a dirlo il video è stato prontamente rimosso dopo la reazione altamente negativa del mondo di League of Legends a riguardo, mettere in imbarazzo dei ragazzi che stanno dando il loro massimo nonostante le sconfitte in questo modo è inadeguato e andrebbe punito anche da Riot per il danno d’immagine ai giocatori e lo stress mentale subito.

I CLG purtroppo non sono gli i primi a gestire male il proprio organico e quest’anno abbiamo avuto fin troppi esempi.
Sempre in Nord America la questione Alphari ha creato talmente tanto scalpore da costringere Jatt a dimettersi dal ruolo di coach, Dardoch è stato letteralmente cacciato dai Dignitas per “bad behaviour” quando era a mani basse il miglior player della squadra.
In Corea abbiamo avuto il roster a 10 uomini costruito da T1 che ha reso impossibile il rendimento da parte dei ragazzi e creato enorme malessere all’interno del gruppo per tutto lo spring split.

League of Legends è un mondo che va velocissimo: nessuno ti aspetta e per vincere, molti team si spingono al limite della moralità (o anche della legalità alcune volte) e trattano i loro giocatori come un numero, una statistica che se non adeguata va sostituita il più presto possibile.
Questa è una delle cause maggiori che portano al “burnout” dei ragazzi, essere dipendenti dai risultati in un lasso temporale cosi breve e non avere la minima sicurezza del proprio posto mentre si lotta è uno dei disagi più grandi che si possa provare, in ogni ambito lavorativo.

Per questo bisogna fare i complimenti a chi prima ha sbagliato e poi ha aggiustato il tiro.
I Misfits su tutti dopo il disastro combinato con la loro academy e il roster a 10 uomini quest’anno ha dato fiducia a 5 ragazzi dall’inizio della stagione e ha lavorato duramente per garantire la loro esplosione durante tutto il corso dell’anno.
Dopo uno spring split negativo che implicava la necessità di qualche cambiamento, Deficio (GM del team) si è impuntato nel confermare i 5 giocatori e i risultati stanno ampiamente dando ragione all’ex caster; una dimostrazione di come in un mondo che va più veloce di te, rallentare e dare fiducia e tempo rimane comunque una chiave per il successo.

Esiste però una soluzione?
La risposta è altrettanto complicata, servono delle regole da parte di Riot per tutelare i giocatori e una associazione giocatori come in qualsiasi lega sportiva per controllare il comportamento dei proprietari e General Manager vari. Teoricamente questa associazione è già presente in nord America, ma sembra non avere denti.
La questione sostituzione purtroppo è impossibile da gestire, si è sempre alla ricerca dell’ultimo talento di punta, del nuovo “Caps” e il tempo a disposizione per esprimere il proprio talento ormai è minimo, impatto immediato o sei fuori.
Il tempo poi sarà giudice delle scelte di ogni team, alcuni finiranno come i CLG, altri come i Misfits.

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Pen and paper.