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La nostra recensione della Campagna di Call of Duty: Vanguard

Il 5 Novembre è stato ufficialmente rilasciato su tutte le piattaforme il nuovissimo capitolo della saga di Call of Duty che, con cadenza annuale, fornisce una nuova esperienza di gioco a tutti gli utenti appassionati degli sparatutto!

Call of Duty: Vanguard è stato sviluppato da SledgeHammer Games e si presenta come uno dei migliori titoli della saga, non esente da difetti ma di gran lunga migliore delle uscite precedenti al lancio.

Nel corso della settimana andrò ad analizzare nel dettaglio ogni singola modalità di gioco presente, mostrandovi luci e ombre di essa per poi lasciare a voi il giudizio finale.

La prima modalità che vedrete non appena comprato e installato il gioco è la campagna, la vecchia e cara campagna di un Call of Duty.

Il tema imposto da Vanguard come ben sapete è la Seconda Guerra Mondiale, un argomento trattato in lungo e in largo da tantissimi giochi, Call of Duty compreso.

Per questo riuscire a raccontare un fatto storico di cui già si è a conoscenza poteva risultare difficile e probabilmente fallimentare, SledgeHammer Games tuttavia ha deciso di cambiare le carte in tavola e mostrarci la loro personalissima storia, sfruttando al meglio le ambientazioni che il terzo Reich ha offerto.

LA GUERRA DAGLI OCCHI DI UN (NON) SOLDATO

La storia di per sè è molto semplice, ambientata in un lasso temporale breve e posizionata alla fine del conflitto, con una Berlino ormai in ginocchio e un esercito tedesco pronto alla resa.
Vi ritroverete subito all’interno del gioco senza sapere il vostro obiettivo o chi sono i vostri compagni all’interno della missione, solo poco dopo vi verrà spiegato come voi facciate parte di una task force molto ristretta e particolare e che si tratta di un recupero di informazioni segrete all’interno di una base nazista.

Da qui in poi accadranno una serie di eventi inaspettati che vi lasceranno probabilmente sorpresi all’inizio ma appassionati alla fine.
Durante la campagna scoprirete i componenti di questa speciale task force fino in fondo, da perfetti sconosciuti diventeranno parte di un puzzle chiaro, ognuno con una passato alle spalle che vi legherà a loro e un preciso set di abilità che vi torneranno utilissime nel gioco.

Call of Duty: Vanguard Campaign: personaggi e trama - Farantube

Vedrete il lato umano della guerra, quello più crudo e soprattutto quello che nessuno vi ha raccontato fin’ora, dagli occhi di persone normalissime prima di scendere in battaglia che hanno perso tutto per colpa del regime nazista, costrette a delle scelte dure e a sacrifici forzati pur di sopravvivere e completare la loro missione.

Gameplay e Grafica, la vera Next Gen è qui!

La campagna vi terrà incollati allo schermo per 5 e più ore in base alla difficoltà scelta e mostrerà il vero significato delle parole next gen.

Call of Duty®: Vanguard

Infatti dopo un lancio difficile e una reperibilità ai minimi storici le console Sony non ci avevano ancora offerto un vero e proprio assaggio di questa tanto acclamata Next Gen, beh Call of Duty: Vanguard risolve il problema.

La grafica è da stropicciarsi gli occhi, di gran lunga superiore a Cold War e decisamente una delle migliori di quest’anno!

Le ambientazioni sono dettagliate e dannatamente oneste, ti trasmettono freddo e solitudine in Russia, ansia all’interno dell’umida giungla e terrore durante un’esplosione in arrivo.
Il tutto accompagnato da un comparto audio con i fiocchi che vi farà immedesimare ulteriormente all’interno della storia, vi ritroverete all’interno di un film interattivo.

Le armi sono stupende, con animazioni uniche, suoni altrettanto singolari e un realismo di altissimo livello. Il movimento varia da arma ad arma e la fluidità con esse, ovviamente una pistola vi sembrerà più leggera di un mitraglione, ma il danno nè risentira parecchio!

La campagna ha molti filmati al proprio interno, tutti gestiti in maniera ottimale, specialmente le transizioni tra gameplay e cinematica.
Le espressioni dei personaggi sono davvero ben fatte, riescono a  trasmettere le emozioni del momento, il loro dolore, la loro insicurezza e la voglia di rivalsa.

Niente scatti, ottimizzazione perfetta, pochissimi bug e la funzione a 120 heartz settano un nuovo standard per i giochi della nuova generazione, Activision sa come si fa.

Call of Duty®: Vanguard

Il feeling pad alla mano è simile a Modern Warfare, il feedback aptico del controller PS5 compie un miracolo nel farti sentire la pesantezza vera del grilletto e di quanto sia difficile tenere un’arma stabile durante uno scontro a fuoco, sensazioni mai avute nei capitoli precedenti.
Il movimento è ovviamente più lento rispetto alla modalità multiplayer, ma molto fluido: siete un soldato all’interno di una guerra estenuante e lo capite benissimo fin da subito.

Rimaniamo sul classico

Non è tutto oro quel che luccica però.
Nonostante sia decisamente sopra la media e scenograficamente da urlo, la campagna di Call of Duty: Vanguard pecca in alcuni reparti.
La longevità per esempio: se nel gioco la storia si racchiude in qualche ora o al massimo giorni, cosi non è per il gameplay.

Tante cutscene e un gameplay a volte troppo lento in alcune fasi faranno passare il joystick e voi stessi in secondo piano, perdendo un po’ la sensazione di videogioco puro; diventerete spettatori di un racconto ben indirizzato e a voi non resterà che assistere.

Anche a livello di trama, per quanto originale e ben fatta, abbiamo assistito a un classico della franchigia di Call of Duty: buoni contro cattivi in un periodo storico utilizzato recentemente sia dal franchise di Battlefield che di COD stesso.

Spoiler

Non regge il confronto con le campagne fuori di testa di Treyarch seppur sia ben scritto e coinvolgente. La scena finale però apre le porte per un possibile sequel, quasi come se quella appena giocata non fosse altro che un preludio di una futura storia su questa task force, in quel caso tutto avrebbe molto più senso e sposterebbe l’attenzione sul dopo guerra e creerebbe una continuity a livello temporale con gli altri capitoli.

Vale la pena giocarla? Si, soprattutto se siete appassionati della serie, vi ritroverete nel vostro habitat naturale e apprezzerete dal primo all’ultimo secondo di essa.
Altrimenti lasciatevi ammaliare dalla grafica e dall’ambiente della seconda guerra mondiale riprodotti in maniera fedele e godetevi un film che non sarà un capolavoro di Tarantino ma sicuramente vi lascerà qualcosa una volta finito.