Home League of Legends Un gioco che si è scoperto business.

Un gioco che si è scoperto business.

Se seguite un minimo il competitivo di League of Legends e siete appassionati di qualche grande squadra Europea sapete anche che quella che stiamo vivendo è l’offseason più bizzarra e infuocata di sempre.

Di colpi ce ne sono stati a bizzeffe, Carzzy dai Mad Lions ai Vitality (con buona pace dei G2), Humanoid ai Fnatic, Alphari ai Vitality e così via.

Si sono mossi tantissimi soldi come è normale che sia in un mondo in continua evoluzione ed è proprio da qui che bisogna ripartire, perché League of Legends una volta di più si è scoperto essere un business gigantesco prima che un videogioco competitivo.

Partiamo, le organizzazioni più grandi e con investimenti importanti alle spalle hanno preso a suon di milioni i migliori pezzi in esposizione come è giusto che sia, chi però si è ritrovato con nulla in mano non ha risposto a dovere, bensì si è affidato (o si affiderà) a talenti che si faranno nei prossimi anni ma che non garantiscono competitività al momento.

Nel 2022 prevedibilmente ci sarà una voragine tra top team e gli altri, maggiore rispetto alla scorsa stagione e il tutto per colpa delle regole imposte durante creazione dell’LEC e del sistema a franchigie.

Simile all’NBA, l’LEC è una lega privatissima ed elitaria riservata a 10 team scelti, per poter partecipare bisogna superare lo strettissimo controllo di Riot e pagare una cifra annuale molto importante (all’inizio si parlava di 10 milioni l’anno almeno).

I privilegi sono molteplici ovviamente, dalla visibilità unica offerta dalla lega più importante della regione alla possibilità di partecipare a eventi internazionali di spicco e per concludere una piccola ancora di salvezza che come vedrete verra abusata da molti nel prossimo anno.

Non puoi “retrocedere” dall’LEC, l’unico modo possibile che hai per perdere il posto è tramite vicissitudini legali e non per demeriti sportivi.

Allora non sorprendiamoci se gli Astralis, squadra dannatamente mediocre e decisamente con la necessità di acquisire delle stelle punta su Dajor per la prossima stagione.

https://twitter.com/LEC_Wooloo/status/1459164816581480452?s=20

Niente contro Dajor ma se avete seguito le ERL sapete che ha disputato metà split in NLC con i Fnatic Rising e un EU Masters, dimostrandosi ancora acerbo per quel tipo di panorama, figuriamoci per l’LEC.

Scommettere su di lui significa abbandonare ancor prima di iniziare ogni aspirazione per la stagione che verrà e di conseguenza eliminare una contendente per i playoff, un comportamento che personalmente ritengo debba essere punito in qualche modo.

Se sei intenzionalmente più debole perché non vuoi spendere o sei in procinto di ricostruire senza criterio devi subire una punizione, da qui l’idea di reintrodurre il caro e vecchio relegation come sistema per decidere chi merita L’LEC e chi no.
Andrebbe regolarizzato in base al sistema di franchigie e servirebbero dei contendenti idonei per lo spot ma se il tutto andasse in porto non ci sarebbero sicuramente gli Astralis di turno.

Purtroppo questa è solo la punta dell’iceberg di questa off-season.

Talenti dubbi, addì inaspettati ma soprattutto contratti che sanno di prigione e da cui non si può uscire.

La storia di Rekkles è l’esempio lampante, legato per altri due anni con i G2 e messo fuori rosa, nessuno è disposto a spendere 1.5 milioni di euro per lui e non è possibile “prestare” il giocatore a nessuna squadra per le regole imposte dalla lega.

Perché non volere il miglior adc Europeo degli ultimi anni? Perché è meglio puntare su uno sconosciuto che non costa nulla e che in un paio di anni (di sconfitte) potrebbe farsi in un adcarry discreto, come può un solo split decente compensare gli anni di pessimi risultati?

È un loop da cui non si può uscire senza un cambio radicale del regolamento e dove molte stelle (Nisqy sembra condividere il destino di Rekkles)sono vittime del loro valore effettivo, essere troppo forti o affermati può essere un problema in LEC in questo periodo storico, assurdo.

Il titolo di questo pezzo è legato a doppio filo alla triste ma inevitabile scoperta che prima dei risultati è necessario far quadrare i conti in ogni modo perché League of Legends a quei livelli è un business multimilionario, non si preoccupa di chi vince nè di chi perde, l’importante è che si resti a galla il più possibile.