Home League of Legends Upset, Adam e una lezione da imparare.

Upset, Adam e una lezione da imparare.

Parlare di Fnatic senza parlare di drama è semplicemente impossibile, eppure questa volta sono stati oltrepassati dei limiti particolari.

L’addio di Caps aveva gettato ombre sull’organizzazione, la gestione della vicenda Nemesis prima e Selfmade/Bwipo dopo ha confermato la tesi iniziale, cioè che chi è incaricato a gestire la parte manageriale e umana dell’organizzazione molte volte non è in grado di svolgere il suo lavoro in maniera efficace.

Nessuno è perfetto, i Fnatic subiscono questa “bomba” mediatica ogni anno perchè dovrebbero rappresentare il meglio che l’esports europeo ha da offrire e ovviamente non essere all’altezza del proprio nome provoca queste reazioni, a volte esagerate, a volte più che meritate.

L’ultimo drama che riguarda direttamente il team nero-arancio però non è lo stesso dei precedenti, questa volta è stato Adam a sganciare la bomba, tramite un tweetlonger dove accusa direttamente Upset per la sua assenza, ingiustificata secondo il suo pensiero, a 12 ore dall’inizio del mondiale.

La questione è seria e va affrontata a dovere, perciò riavvolgiamo il nastro e torniamo alle fatidiche 12 ore prima dell’esordio mondiale dei Fnatic.

La notizia è come un fulmine a ciel sereno, Elias “Upset” Lipp abbandona l’Islanda per tornare a casa a seguito di un grave problema familiare che ha richiesto in maniera inderogabile la sua presenza.
Tutto il mondo di League of Legends si stringe attorno a lui e alla squadra, le prestazioni purtroppo ne risentono e il fallimento è solo la naturale conseguenza.
Le lacrime di Nisqy all’interno di un video presente nel canale YouTube dei Fnatic riassumono alla perfezione lo stato d’animo della squadra: rotto, una famiglia che si è spaccata all’interno per motivi esterni e che ha dato tutto quello che aveva pur apparire a questo mondiale.

La fine è ingloriosa, il lieto fine solo una chimera.

La spedizione in Islanda è conclusa, Bwipo come regalo d’addio scarica senza mezzi termini il management proprio per la gestione del caso Upset ma il tutto passa in secondo piano rispetto “all’incredibile lavoro svolto dalla sua ragazza”.

A concludere il tutto ci ha pensato Adam, a due mesi di distanza e dopo il suo addio ufficiale al team con un Tweetlonger in cui ha puntato il dito direttamente contro Upset, accusandolo di aver disertato la squadra per delle sciocche problematiche con sua moglie che non ha mai spiegato a nessuno (Upset è sposato) e soprattutto di averlo tradito per aver parlato con Alphari durante l’offseason e aver provato a reclutarlo a ogni costo.

Senza girarci troppo attorno, le parole scelte da Adam sono forti, sbagliate e simbolo di un processo di maturazione ancora lontano dall’essere completo.

Il ragazzo ha 19 anni, è alla prima stagione ai massimi livelli e sicuramente ha la personalità necessaria per imporsi come uno dei migliori nel proprio ruolo, questa però è stata un’uscita a dir poco disastrosa, che ha causato molti danni a livello d’immagine e soprattutto riportato l’attenzione verso una situazione che doveva rimanere privata.

Da figura pubblica, con un seguito gigantesco alle spalle hai la responsabilità di restare entro determinati limiti a livello comportamentale, non puoi rilasciare dichiarazioni pubbliche senza avere prove schiaccianti o certezze, non si possono gettare ombre su un caso specialmente complicato solo perchè pensi sia andata cosi.

La risposta di Upset non si è fatta attendere e come da prassi è stata molto diretta e ha lasciato poco spazio all’immaginazione.
Non ha dato ulteriori spiegazioni riguardo la sua assenza (giustamente) ma ha etichettato Adam come immaturo e non meritevole della sua fiducia totale.

L’adc dei Fnatic esprime un concetto che da subito è diventato chiave all’interno della vicenda: è necessario rispettare la privacy dei tuoi compagni, supportarli nei momenti di difficoltà e agire con maturità in queste occasioni delicate.

Adam ha perso una grossa opportunità per rimanere in silenzio e risolvere privatamente il tutto, ha peccato di prepotenza e ha perso molta della sua credibilità con questa uscita.

E’ fondamentale saper scindere l’ambito lavorativo dalla sfera privata, dare le giuste priorità e viverle di conseguenza, le decisioni di Upset hanno ricevuto il lasciapassare del management Fnatic e del coach Yamato, dubitare di esse significa indirettamente andare contro chi ti ha portato in LEC a suon di soldoni e dato l’occasione di competere a livello mondiale, scommettendo sul suo talento nonostante il toplaner stesso non sia minimamente ai livelli necessari per competerci.

Avrebbe avuto l’opportunità di uscire dai Fnatic da “eroe”, ha deciso però di diventare il cattivo della storia.