Home League of Legends Riot Games ha iniziato un’investigazione contro Reginald, proprietario dei TSM.

Riot Games ha iniziato un’investigazione contro Reginald, proprietario dei TSM.

La notizia di giornata in LCS non riguarda purtroppo la performance di qualche giocatore ma tocca direttamente una delle organizzazioni più importanti della regione.

Il proprietario e CEO dei TSM, “Reginald” è ufficialmente sotto investigazione da parte di Riot Games per presunte “molestie e bullismo” in ambito lavorativo.

Lo scoop arriva direttamente dal sito Wired tramite la “penna” di Cecilia D’Anastasio e nonostante sia uno shock all’inizio, non è una novità per l’ambiente.

Come detto nell’articolo che potete leggere direttamente qui, dopo le dichiarazioni rilasciate via streaming da parte della stella di League of Legends Doublelift riguardo Reginald e isuoi comportamenti eccessivi e modi di fare con il proprio staff, Riot Games in persona ha incaricato un’agenzia del settore per investigare direttamente questi eventi all’interno dell’organizzazione Nord Americana e precisamente del proprio CEO.

I TSM stessi hanno iniziato un’altra investigazione interna e offerto tutto il massimo supporto a chi di dovere per arrivare in fondo alla questione.

Andy, o “Reginald” è da sempre noto per avere un comportamento molto duro e diretto con i propri dipendenti e spesso questi modi di fare sono sfociati in umiliazioni pubbliche o nell’ambiente lavorativo.
Come sottolineato da molti dipendenti dell’organizzazione, Reginald non ha mai criticato in maniera costruttiva il loro lavoro, piuttosto infieriva per ore su di loro usando termini quali “stupido” o “questa è spazzatura” e il tutto di fronte anche ad altri colleghi, causando situazioni spiacevoli e molto dolorose.

Nonostante i TSM siano indubbiamente l’organizzazione leader nel settore esports con un valore di oltre 500 milioni di dollari e una partnership appena conclusa con FTX per un valore di 210 milioni di dollari, comportamenti simili sono da condannare pesantemente e il fatto che sia noto a tutti da anni rende la situazione imbarazzante e da risolvere al più presto. (già nel 2013 Andy era noto fare queste cose, anche in live streaming!).

Un altro punto importante uscito dalle voci di ex dipendenti e non è la “potenza” del CEO a livello mediatico e soprattutto lavorativo, perdere il proprio lavoro all’interno dei TSM poteva molte volte risultare in una carriera finita proprio per l’influenza che Andy aveva (e ha) nella scena.
E’ stato anche aggiunto come nel momento di massima esposizione pubblica dopo le dichiarazioni di Doublelift Reginald stesso abbia chiesto “supporto” su Twitter ad alcuni colleghi per smorzare e ridurre i toni della situazione, non riuscendo però a scamparla.

I TSM e Andy in persona stanno collaborando con Riot Games ed entro la fine del mese ci saranno degli aggiornamenti a riguardo.

Un segnale importante deve essere lanciato per garantire a tutti i lavoratori del settore il massimo supporto e imporre delle condizioni lavorative più che dignitose, specialmente nelle organizzazioni leader del settore.

 

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