Home Call of Duty Come Microsoft può salvare il franchise di Call of Duty

Come Microsoft può salvare il franchise di Call of Duty

La notizia è stata di quelle sconvolgenti e dall’annuncio ufficiale non si fa altro che parlare di questo: Xbox (o Microsoft) ha acquistato interamente Activision Blizzard!
70 miliardi di dollari circa la cifra vociferata, di gran lunga la più alta mai spesa per un’acquisizione di uno studio e di fatto una mossa storica che avrà senza ombra di dubbio ripercussioni non indifferenti sull’ambiente videoludico.

Activision, ormai nell’occhio del ciclone da un paio di anni, è la proprietaria di moltissimi franchise storici come Crash Bandicot e Guitar Hero e questa acquisizione porterà, fortunatamente, tanti cambiamenti all’interno dell’azienda sia a livello di ambiente che di videogiochi.
Oggi andiamo a parlare di Call of Duty, del suo futuro e di come questa mossa possa salvare una serie che ha sembra arrivata al fondo del barile.

Vendite in discesa e classiche lamentele

Vanguard, l’ultimo capitolo della saga, ha avuto un ottimo lancio sia a livello di vendite che di impatto nella community: il gioco piaceva, divertiva e aveva soddisfatto i più.
I veri problemi sono arrivati con il supporto live e la risoluzione dei tantissimi bug presenti dal lancio: mesi e mesi di assenza di contenuti e altrettanti per aggiustare dei problemi che ti impedivano letteralmente di sbloccare la mimetica segreta del multiplayer.

Vanguard, oltre ad avere scelto una linea temporale trattata in ogni modo possibile dai suoi predecessori, ha subito in maniera indiretta, ma inevitabile, dello scandalo Acitivision Blizzard dovendo uscire come sempre a cadenza annuale e con sempre meno tempo di sviluppo.

Come se non bastasse Treyarch ha dovuto continuare a tenere sotto controllo Cold War e portare contenuti zombie in Vanguard. Il debutto è stato davvero deludente per la modalità e solo adesso si sta vedendo il frutto del loro lavoro, quando però ormai l’utenza se ne è andata.

Un dato che sicuramente ci aiuta nel capire la difficoltà del franchise al momento sono le vendite in America.
Negli scorsi anni Call of Duty è sempre stato in vetta alle classifiche delle vendite mensili senza troppi problemi, ultimamente invece ha continuato a scendere in classifica, segno inequivocabile che l’uscita annuale non è più la chiave del successo.

Competitivo in fase di stallo

Un altro problema che Call of Duty sta affrontando al momento è difficoltà del mondo competitivo, in una incredibile fase di stallo rispetto ai suoi competitor.
Seguendo l’idea della Blizzard la Call of Duty League è diventata un sistema a franchigie, un sistema che prevede un investimento di tanti soldi ogni anno (più di 20 milioni di dollari) in cambio della classica esclusività della lega, sponsors e visibilità, proprio come l’LEC per fare un esempio.

Una idea che aveva addirittura convinto Nadeshot, proprietario dei 100 Thieves, a scommettere nuovamente sul gioco che lo ha fatto conoscere nel web e che ora ha causato in lui grande dispiacere proprio per colpa della immobilità della lega.
Problemi che si possono riassumere nei tweet che proprio lui ha rilasciato alla fine dello scorso anno per commentare lo stato della Call of Duty League che vi lascio qui per voi da leggere.

Call of Duty al momento è un incredibile “what if” e Activision, sotto la guida del contestatissimo Bobby Kotick, sembra essere interessata solo alla loro uscita annuale e riempire le loro tasche con le nuove skin di Warzone, l’integrità del gioco e del loro mondo competitivo sembra passare totalmente in secondo piano.

Microsoft e un cambiamento di mentalità

Ed è proprio qui che l’acquisto di Microsoft sembra essere provvidenziale per salvare una situazione a dir poco disastrosa.
Nonostante l’accordo sia molto lontano dall’essere completato (si parla di seconda metà del 2023) già le prime idee per far tornare la saga ai fasti di un tempo sembrano essere discusse internamente

Neanche a dirlo la prima e forse unica soluzione sembra essere quella di rimuovere la cadenza annuale del gioco in favore di un prodotto ben elaborato e soprattutto sviluppato e supportato per più tempo.
Modern Warfare 2019 è stato definito un “giocone” da tutti, base di Warzone e rivoluzionario in ogni punto di vista; invece di dover sacrificare Treyarch con un’uscita prematura secondo la loro schedule (Cold War doveva uscire quest’anno sulla carta) si poteva continuare a supportare Modern Warfare e concedere più tempo a tutti.

Proprio per questo eliminare la mentalità che ha portato il crollo delle vendite è un must, essere “greedy” sacrificando la qualità del prodotto e i propri fan ha portato la cattiva reputazione per cui Blizzard e Activision ormai sono conosciute.

Risolvere i problemi lavorativi e di ambiente, creare un prodotto pluriennale per aiutare la software house di turno nel loro progetto e soprattutto inserire nel game pass il gioco, queste devono essere le priorità del colosso del gaming e non solo, un dovere a livello morale dopo essere passati per salvatori con quello che è e rimarrà l’acquisizione più grande e importante della storia del mondo videludico.