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Neon Dinasty: Magic the Gathering torna su Kamigawa

Ormai non è una novità che la prossima espansione di Magic the Gathering ci riporterà sul piano di Kamigawa. I giocatori più anziani si ricorderanno che la prima visita a questo mondo è stata nel 2004 con i Campioni di Kamigawa e le vicende della Guerra dei Kami, una storia piuttosto distaccata dal resto degli avvenimenti del mondo di Magic.

La Kamigawa che troviamo in Neon Dinasty è molto diversa dall’idilliaco paesaggio del Giappone feudale presentato nel primo set: questa espansione è ambientata 1200 anni nel futuro dove le macchine e la tecnologia hanno trasformato l’ambientazione da medievale a cyberpunk.

Richiami al passato

Nonostante i 1200 anni di storia e questo assurdo avanzamento tecnologico molti punti di riferimenti sono rimasti gli stessi.

Eiganjo è ancora sede del palazzo imperiale che ora supervisiona il legame tra i Kami ed i mortali la cui relazione è rimasta stabile dopo la risoluzione del conflitto 12 secoli prima. La corte imperiale è impegnata nella regolamentazione di queste nuove tecnologie e, come tutto ciò che è burocratico, viene reputata lenta, quasi un ostacolo al progresso tecnologico.

Il nuovo castello di Eiganjo

A pensarla in questa maniera sono soprattutto i Moonfolk della città di Otawara che nei loro segretissimi laboratori di ricerca spingono la scienza ai limiti dell’etica.
La città di Towashi è un centro urbano più recente e risiede alla base del Boseiju l’albero più vecchio e famoso di questo piano; nella città il clan Umezawa gestisce il suo business con un utilizzo molto pratico dei nuovi mezzi tecnologici a loro disposizione.
Tra le radici del Boseiju si trova l’ordine di Jukai che prende il nome dall’omonima foresta, questa organizzazione non è interessata al progresso e vuole preservare la natura ed il pianeta in sè.

Infine a Sokenzan, la vecchia roccaforte degli ogre, ha preso piede un movimento rivoluzionario che non crede nelle regole, ma vuole portare la tecnologia nelle mani di tutti senza restrizioni.

La storia ed i protagonisti del set

Se non volete spoiler sulla storia del set vi consiglio di smettere di leggere ora perchè anche solo le carte proposte qui sotto mostrano dettagli chiave della storia del set.

Non è difficile immaginare come l’avanzamento tecnologico stia portando a conflitti all’interno del mondo, ma la vera minaccia alla pace non arriva da Kamigawa.
Abbiamo parlato di come il legame tra Kami e mortali sia gestito dalla corte imperiale soprasseduta dall’imperatrice e da Kyodai, un antichissimo Kami, i problemi sorgono quando questi vengono attaccati e la scintilla da Planeswalker dell’imperatrice si accende trasportandola altrove.
Kaito, una nuova aggiunta alla schiera dei Planeswalker, scopre con l’aiuto di Tamiyo che c’è Tezzeret dietro questo attacco, ma è risaputo che questo antagonista non non lavora mai da solo: il suo partner per questa nuova fragile alleanza è Nuova Phyrexia, specificatamente Jin-Gitaxias.

A creare ulteriori noie è l’inabilità dell’imperatrice di controllare la sua abilità di planeswalking obbligandola a brevi soste in diversi piani senza mai sapere quanto potrà rimanere e dove la porterà il suo prossimo viaggio. Se questo vi è familiare è normale poichè l’imperatrice è già apparsa in War of the Spark con il nome di The Wanderer.
Per far fronte a questo problema e ristabilizzare la politica di Kamigawa le viene affidato il Reality Chip, un manufatto in grado di stabilizzare l’abilità dell’imperatrice, ma è anche l’oggetto desiderato dai pretori phyrexiani per il loro prossimo progetto.
Alla fine della storia l’imperatrice cambia piano verso una meta ignota, Tezzeret ottiene il chip e rapisce Tamiyo che diventerà la punta di diamante di Nuova Phyrexia.

Se siete confusi dalla parola “Compleated” è normale: questo non è un errore di battitura, ma un nuovo termine che indica un essere trasformato da Phyrexia la cui carne è stata completamente sostituita dal metallo.
Oltre ad aver coniato un nuovo termine questa è anche una nuova meccanica che rivisita il mana phyrexiano rendendolo più bilanciato in termini di gameplay: pagare con i propri punti vita ora indebolisce l’effetto della carta rendo l’effetto più adatto al nuovo costo di mana.

Questa è solo la prima occhiata a questo nuovo set, nei prossimi giorni andremo a vedere in dettaglio l’arte e le meccaniche di questo incredibile nuovo set.