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I Cloud9 rilasciano le prime spiegazioni sul rilascio di LS ma il mistero si infittisce.

Sono stati giorni a dir poco difficili in casa Cloud9 dopo la “bomba” esplosa nella nottata italiana di Sabato.
Il licenziamento del loro head coach Nick “LS” De Cesare a pochi minuti dal loro match negli LCS è stata una grande sorpresa per i fan e, senza ombra di dubbio, ha lasciato strascichi importanti a livello social.

La maggior parte della fanbase dei Cloud9 si è letteralmente rivoltata contro il management e l’organizzazione stessa, criticando aspramente la scelta e contestando soprattutto modalità e tempistiche.
Dopo solo due settimane di competizione ufficiale e nemmeno un mese di lavoro “dietro le quinte” separarsi dal proprio coach è sempre una scelta sbagliata, figurarsi dopo che si è decisi di andare all in con la sua idea di gioco e di allenamento, creando per lui un intero staff su misura e accontentandolo in ogni singola scelta di roster.
Il progetto LS doveva rivoluzionare l’ambiente Cloud9 in primis e l’LCS in seguito, con l’obiettivo di diventare finalmente rilevanti in ambito internazionale e non più una semplice macchietta buona solo per i meme.

Il tutto è andato a farsi benedire sabato e, dopo 3 giorni di silenzio più totale, sono arrivate le “spiegazioni” da parte del proprietario dei Cloud9, Jack Etienne con un video pubblicato sui social dell’organizzazione.

Nei 3 minuti pubblicati le “spiegazioni” offerte dal Ceo non sono per niente chiare e non rispondono minimamente alle domande che tutti i fan si sono posti nei giorni precedenti.
Per farla molto breve è stato detto come ci siano stati dei problemi con LS, che aveva una propria visione del gioco e del modo di allenarsi non in sintonia con le “linee guida” storiche dei Cloud9 e che la separazione fosse l’unica soluzione possibile in questo preciso momento.

Anche in questo caso la community non è rimasta in silenzio e si è fatta sentire forte e chiaro, confermando una sensazione ormai comune, cioè che questo comunicato video non fosse altro che una versione “d’ufficio” e non offrisse alcuna vera spiegazione o spunto di riflessione; un altro pasticcio a livello pr in una organizzazione esportiva.

Il disastro è certificato, un’altra mancanza di professionalità da parte di una delle organizzazioni più grandi, proprio una di quelle che si era prefissata di diventare un esempio per gli altri.

Impossibile al momento avere un’opinione “vera” sull’argomento vista la mancanza assoluta di motivazioni, bisognerà aspettare la versione di LS per poter finalmente avere chiarezza sull’accaduto.

Per ora rimane un mistero ancora più fitto in cui nessuno esce vincitore, ma i Cloud9 sono gli unici sconfitti.
L’idea di gioco di LS invece resterà un grande “what if” dopo aver regalato solo un breve assaggio, un vero peccato, purtroppo.